Bomba carta davanti alla chiesa di don Patriciello. Ma il sacerdote anticamorra non si arrende

L’esplosione, che ha danneggiato un cancello, è avvenuta nel giorno del compleanno del sacerdote. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato a Don Patriciello per esprimergli solidarietà e vicinanza per la grave intimidazione subita

Bomba carta davanti alla chiesa di don Patriciello. Ma il sacerdote anticamorra non si arrende

Una bomba carta è esplosa sabato mattina intorno alle 4 davanti alla parrocchia di San Paolo Apostolo nel Parco Verde di Caivano, comune in provincia di Napoli, retta dal parroco don Maurizio Patriciello, il coraggioso sacerdote da sempre in prima linea per le sue battaglie anticamorra e contro il fenomeno dei roghi abusivi di rifiuti che hanno devastato la cosiddetta "Terra dei fuochi".

La potente esplosione ha infranto il silenzio della notte ma non ha provocato feriti. La deflagrazione ha danneggiato parte del cancello pedonale di accesso al cortile della chiesa. Sul posto sono subito intervenuti i carabinieri della tenenza di Caivano che, insieme ai militari della compagnia di Casoria, hanno avviato le indagini sia per chiarire la dinamica dei fatti, avvenuti nel giorno del compleanno del sacerdote, che per individuare i responsabili dell’azione.

Per di più si nota che l'esplosione è avvenuta circa 48 ore dopo le parole di affetto e solidarietà che il sacerdote aveva espresso nei confronti di Biagio Chiariello, il comandante della polizia municipale ad Arzano sotto scorta da alcuni giorni per le minacce di morte giunte attraverso un manifesto funebre fatto affiggere davanti al comando. Chiariello è entrato nel mirino dei malavitosi per la sua battaglia contro l’abusivismo e l'occupazione delle case popolari da parte dei clan.

Il comandante della polizia municipale, così come il sacerdote, fa parte del Comitato di liberazione dalla camorra al pari del senatore Sandro Ruotolo che da subito ha espresso la propria solidarietà al parroco "Siamo tutti padre Maurizio Patriciello, siamo tutti preoccupati", ha scritto in una nota il parlamentare aggiungendo che "da quando abbiamo alzato la voce in questa area Nord di Napoli, dando vita al comitato di liberazione dalla camorra che è nato proprio in questa chiesa, lo Stato sta dando risposte concrete nella battaglia per la legalità". Ruotolo ricorda che si era coscienti che “accendendo i riflettori avremmo indebolito la camorra e la camorra cerca di reagire con le minacce. Noi siamo di più e andremo avanti in questa battaglia di liberazione dei nostri territori dalla malavita organizzata. Non ci fermeranno insulti e minacce".

Anche il parroco ha fatto sapere che non vuole arrendersi."Intimidito? Sono dispiaciuto, questo sì. Dispiaciuto tantissimo, ma per loro che hanno intrapreso queste strade di morte, di sofferenza, di inciviltà e di prepotenza", ha dichiarato don Maurizio all’Adnkronos.

In questa difficile battaglia il sacerdote non è da solo. Il mondo della politica, in modo compatto, ha espresso solidarietà a don Maurizio. Anche i vertici dello Stato hanno fatto sentire la propria voce. Ieri pomeriggio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato al sacerdote per esprimergli solidarietà e vicinanza per la grave intimidazione subita.

A fianco del religioso, oltre alle istituzioni, vi sono tantissime persone perbene che, nonostante tutto, hanno il coraggio di non arrendersi davanti alla folle violenza scatenata dalla criminalità. Non solo parole ma anche gesti concreti. Come quello di ieri quando alla Messa nella parrocchia guidata da don Maurizio hanno partecipato numerosi fedeli.

Un atto di vicinanza al sacerdote, divenuto simbolo di riscatto del quartiere e non solo.

Nel corso della celebrazione don Maurizio è tornato a condannare la minaccia subita ribadendo che andrà avanti nel suo impegno quotidiano per il riscatto del territorio. Un sacrificio, quello di don Patriciello, che regala speranza a tante persone perbene.

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