Draghi, promesse (e soldi) per Napoli

Il premier Draghi e il sindaco Manfredi hanno firmato il "Patto per Napoli". Nelle casse dell'ente di Palazzo San Giacomo finiranno oltre 1,2 miliardi di euro fino al 2042

Draghi, promesse (e soldi) per Napoli

Nella mattinata di martedì il presidente del Consiglio, Mario Draghi, e il sindaco Gaetano Manfredi hanno firmato al Maschio Angioino il cosiddetto "Patto per Napoli", l'accordo che porterà nelle casse dell'ente di Palazzo San Giacomo un miliardo e 231 milioni di euro erogato in quote annue fino al 2042.

Denaro fresco che potrebbe risollevare le sorti della città partenopea su cui grava l'enorme peso di un debito da 5 miliardi. Non va dimenticato che senza questo accordo il default del Comune sarebbe stato quasi certo. Nei primi cinque anni, dal 2022 al 2026, l’importo complessivamente assegnato è pari a 486 milioni di euro. La cifra corrispondente al 40% del contributo totale per tutto il periodo.

Già a partire da domani dalle casse dello Stato arriveranno in quelle comunali le prime preziose risorse: ben 54 milioni. Ovviamente il Comune dovrà fare la sua parte. Perché è vero che potrà contare sul denaro in arrivo da Roma ma dovrà impegnarsi per ripianare il disavanzo: entro il 2042 Palazzo San Giacomo sarà chiamato a recuperare le risorse per un quarto del contributo statale. Si tratta di poco più di 300 milioni.

Il problema sarà come recuperare i soldi per mantenere gli impegni. È praticamente certo che crescerà l'addizionale comunale. Un rischio concreto che non farà piacere ai napoletani. Ma su questo tema l'assessore al Bilancio, Pier Paolo Baretta, ha provato a gettare acqua sul fuoco spiegando che "ogni anno potremo, in base all'andamento, rivedere il piano".

L’intervento immediato del governo era la condizione imprescindibile che Manfredi aveva posto per la propria candidatura alla guida della città alle scorse elezioni. "È aumentata la povertà assoluta, abbiamo una drammatica diaspora dei giovani che lasciano la città. La marginalità e i divari sono aumentati", ha spiegato il sindaco che ha evidenziato che la città "perde la parte più dinamica della sua popolazione con costi sociali altissimi che stanno diventando irreversibili. Un fenomeno che rischia di minare il futuro di Napoli e che noi contrasteremo con tutte le nostre forze".

Con la firma del Patto il Comune di Napoli si impegna ad assicurare il miglioramento della riscossione, l'assegnazione della riscossione coattiva a società specializzate, l'incremento dell'addizionale Irpef di 0,1% a partire dal prossimo anno e di un ulteriore 0,1% dal 2024. Prevista, inoltre, l'introduzione dal 2023 di una tassa di imbarco aeroportuale, la valorizzazione e l'alienazione del patrimonio pubblico, la riduzione dei fitti passivi e la razionalizzazione delle partecipate.

Il premier ha puntualizzato che con il Patto "contribuiamo in modo significativo al risanamento dei conti del Comune e, come spiegato dal sottosegretario Garofoli, leghiamo i pagamenti al conseguimento di alcuni obiettivi". Draghi ha, poi, affermato che "la nostra sfida è permettere a Napoli, e con Napoli, a tutto il Mezzogiorno, di mantenere la centralità che merita. Ed è una sfida che deve unirci tutti: governo centrale, enti territoriali, società civile".

Il premier ha voluto ringraziare il sottosegretario Garofoli, il sindaco Manfredi e tutti coloro che hanno lavorato "attivamente a questo accordo e sono felice di essere in un luogo così simbolico per la città. In questa sala magnifica dove un tempo sedevano i re angioini e oggi si riunisce il consiglio comunale è passata la storia di Napoli e di tutto il Mezzogiorno. Una storia che ha portato Napoli a essere nei secoli un punto di riferimento, non solo in Italia, ma in Europa e nel mondo”.

Lo stesso Draghi ha anche affermato che è necessario ammettere "l'esistenza di una questione meridionale, ma dobbiamo allo stesso tempo evitare che si riduca a sterili rivendicazioni. Dobbiamo affrontarla con urgenza, determinazione, unità. Perché l'Italia tutta ha bisogno che Napoli e il Mezzogiorno siano un motore del Paese". Il premier ha ricordato che il reddito pro capite del Mezzogiorno è "poco più della metà di quello del Centro-Nord e il tasso di disoccupazione è più del doppio. Per far ripartire il processo di convergenza, fermo da quasi 50 anni, dobbiamo superare quegli ostacoli, finanziari, istituzionali, culturali, che hanno frenato Napoli e il Sud in questi decenni".

Il presidente del Consiglio ha ribadito che i soldi del "Patto per Napoli" si vanno a sommare con quelli previsti dal Pnrr che ha l'obiettivo di "colmare i divari territoriali, ormai insopportabili". Su questo punto Draghi ha invitato tutti a lavorare con la massima attenzione in quanto il Pnrr richiede "a tutti noi un salto di qualità nella gestione della spesa". Il premier ha ammesso che non si può lasciare che questi soldi "vadano perduti o sprecati, come purtroppo è accaduto in passato ad altri, a molti, fondi europei".

Altro rischio è quello che la criminalità possa in qualche modo inserirsi in questo scenario e approfittare della situazione per mettere le mani sul denaro. Proprio per evitare questo pericolo il premier ha assicurato che ci sarà vigilanza e che le infiltrazioni mafiose "non saranno tollererete".

Soddisfatto per l’accordo anche il sindaco Manfredi che, a margine dell'appuntamento al Maschio Angioino, ha parlato di "una nuova reputazione recuperata della città". Una reputazione che, allo stesso tempo, comporterà per tutti, istituzioni e cittadini "una grande responsabilità".

Il sindaco ha spiegato come verranno gestiti i primi fondi in arrivo il Comune. Per il primo cittadino la priorità è l'organizzazione amministrativa con l'assunzione di "personale giovane e competente". Inoltre si punterà su investimenti sulla manutenzione, sulla vivibilità, sui servizi (trasporti, manutenzione ordinaria, igiene urbana e cura del verde) "che purtroppo sono carenti per i nostri cittadini".

L'ex ministro dell'Università ha, poi, chiesto ai napoletani "una maggiore fedeltà fiscale": "Penso che ognuno deve pagare le tasse come pagano le persone normali. A Napoli ci sono tantissime persone oneste che lo fanno, anche chi lo fa un po’ di meno si deve adeguare".

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