Le femministe vandalizzano La Sapienza in nome di Ilaria e Sara

Pur condividendo le ragioni della manifestazione per sensibilizzare alla lotta contro i femminicidi, la rettrice ha stigmatizzato con forza gli atti vandalici

Le femministe vandalizzano La Sapienza in nome di Ilaria e Sara
00:00 00:00

L'ennesimo corteo femminista nato con buone intenzioni è terminato con la solita violenza. A Roma, nella giornata di ieri, le femministe hanno sfilato per ricordare Ilaria Sula, la studentessa 22enne uccisa a Roma dall'ex fidanzato, Mark Antony Samson, e Sara Carpanella, uccisa da Stefano Argentino in Sicilia. Il corteo femminista ha provato a entrare negli spazi della facoltà di Statistica dell'Università La Sapienza di Roma, dove studiava Ilaria, ma senza riuscirci. Quindi, i partecipanti hanno forzato le grate davanti alla statua della Minerva al centro della città universitaria dove stanno ultimando i lavori e hanno lanciato vernice viola contro la fontana senza acqua. In gruppo sono poi saliti sulle scale del rettorato. La statua e gli edifici sono stati vandalizzati e la rettrice Antonella Polimeni non ha potuto esimersi dal diramare una nota indignata contro il solito comportamento violento.

"Riteniamo importante e significativa una mobilitazione le cui motivazioni sono da tutte e tutti noi condivise", scrive Polimeni condividendo le ragioni di fondo della manifestazione. Tuttavia, "quando la manifestazione è arrivata di fronte alla statua della Minerva, nel piazzale di cui è prossimo il termine del restauro, dopo anni di attesa delle autorizzazioni necessarie e un significativo impegno economico a carico dell’Ateneo, un gruppo di manifestanti ha sfondato l’area cantiere, per imbrattare e deturpare lo scalone monumentale, la vasca di fronte alla Minerva e la statua stessa".

I danni stimati, sottolinea la rettrice, "stando a una prima valutazione dei tecnici, sono ingenti. La nostra domanda è: perché? Perché affrontare un tema condiviso con modalità divisive? Perché caratterizzare con il vandalismo di un bene pubblico la lotta contro una delle più orribili forme di violenza, il femminicidio?". Perché, prosegue, "onorare la memoria di una vittima della cultura patriarcale deturpando luoghi che lei ha frequentato e probabilmente amato? Perché Minerva e tutta la Sapienza devono subire ulteriori violenze?". Al netto di alcuni commenti che giustificano gli imbrattamenti e li considerano giusti, la maggior parte degli studenti che sono intervenuti hanno stigmatizzato quel tipo di manifestazione. "Questo è un atto vandalico ai danni di strutture e monumenti (il cui restauro viene pagato pure dalle nostre tasse) che trovo sinceramente spregevole e senza senso, specie se penso al contesto in cui è avvenuto tutto questo.

Perché deturpare in questo modo la nostra città universitaria facendo così ricadere nella polemica un momento del genere? È vero: perché far sfociare nel divisivo un momento tragico di riflessione e di raccoglimento?", si legge in uno dei tanti commenti.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica