Dl Sicurezza, agenti feriti a Roma negli scontri. Anm: "Messaggio inquietante"

Contusioni alla mano e trauma alla schiena: due agenti sono stati feriti in piazza a Roma durante gli scontri contro il Dl Sicurezza, che da oggi limita l'azione dei violenti e tutela i manifestanti civili

Dl Sicurezza, agenti feriti a Roma negli scontri. Anm: "Messaggio inquietante"
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Il Ddl Sicurezza è stato convertito in Dl dal Consiglio dei ministri e, puntualissimi, si sono verificati gli scontri in piazza a opera dei soliti antagonisti che considerano le proteste come un momento di lotta violenta. Questo va a danneggiare chi vuole scendere legittimamente in piazza a protestare pacificamente per far valere le proprie opinioni: nella manifestazione di ieri c'erano anche esponenti politici di Pd, M5s e +Europa, che di certo non hanno partecipato agli scontri ma sono stati costretti a condividere la piazza con chi li ha generati. A Roma c'è stato un parapiglia a causa degli studenti medi e universitari, insieme ai centri sociali, che, al Pantheon, hanno cercato di sfondare i dispositivi di sicurezza della polizia per raggiungere Palazzo Chigi. Ancora una volta hanno provocato la reazione degli agenti, che li hanno respinti con la sola forza degli scudi. E proprio tra le fila degli agenti si contano, ancora una volta, i feriti. Un agente ha subito un trauma contusivo al polso destro, un altro un forte colpo alla schiena, tanto da dover entrambi ricorrere alle cure del pronto soccorso.

"Desidero esprimere la mia più sentita solidarietà ai due operatori della polizia di Stato rimasti feriti durante il servizio di ordine pubblico in piazza del Pantheon. A loro va la mia personale vicinanza e l'augurio di una pronta guarigione", ha dichiarato il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, che si è complimentato con la questura di Roma per la gestione dell'evento: "La capacità di mantenere saldi i principi della legalità e della tutela delle libertà costituzionali, anche in contesti complessi, rappresenta un valore fondamentale per la democrazia e per la sicurezza di tutti". Ed è questo, soprattutto questo, che mira a tutelare il Dl Sicurezza.

"Due poliziotti feriti durante la manifestazione a Roma contro l'approvazione del Decreto Sicurezza: non serviva spot migliore per spiegare quanto fosse urgente intervenire. Chi colpisce un agente colpisce lo Stato e da oggi dovrà fare i conti con pene più dure e certe", è la dichiarazione di Domenico Pianese, segretario del sindacato di Polizia Coisp. Il Ddl Sicurezza non limita le piazze per bene, quelle in cui, anche a gran voce, con tutta la rabbia che (civilmente) i manifestanti possono provare, si protesta contro ciò che non piace. Tutela queste piazze da chi le usa come pretesto per la violenza, come ieri a Roma, tenendo in ostaggio le persone corrette che si trovano loro malgrado coinvolte in situazioni a rischio, che spesso diventano completamente ingestibili.

Il Dl Sicurezza non è un "bavaglio", come spesso viene gridato da chi cerca la polemica, non è uno strumento di "repressione" o di "paura" ma di libertà, sia per i manifestanti che per gli agenti, che possono svolgere serenamente il proprio lavoro. Antonio Nicolosi, Segretario Generale di Unarma, "questi episodi di violenza sono inaccettabili e offendono lo spirito democratico del nostro Paese". Nicolosi, "esprimiamo piena solidarietà alle colleghe e ai colleghi che hanno gestito la piazza con professionalità e senso del dovere, nonostante l’aggressività di alcuni manifestanti". Uno Stato serio, "deve tutelare chi opera, con difficoltà e abnegazione per la sicurezza della Nazione e dei suoi cittadini, soprattutto quelli più fragili e indifesi".

Il segretario generale dell'Anm, Rocco Maruotti, nel corso del suo intervento al Comitato direttivo centrale del sindacato delle toghe "è inquietante il messaggio".

Da un lato, spiega Maruotti, "creare nella collettività un problema che non esiste, non mi pare che ci sia alcun allarme sociale o alcuna questione emergenziale legata all'ordine pubblico; dall'altro, tentare di porre le basi per la repressione del dissenso".

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