“Ho sparato per paura”. Uccisa a fucilate Amarena, l’orsa simbolo dell’Abruzzo

Il responsabile è stato individuato in un cinquantenne del luogo che ha sparato all'orsa Amarena. Il presidente della Regione annuncia la costituzione di parte civile

“Ho sparato per paura”. Uccisa a fucilate Amarena, l’orsa simbolo dell’Abruzzo
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Incomprensibile uccisione a colpi di fucile dell'orsa Amarena, uno dei simboli del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, alla periferia di San Benedetto dei Marsi, in provincia de L'Aquila. Solo pochi giorni fa, l'animale si era spinto fino al paese di San Sebastiano dei Marsi insieme ai suoi cuccioli, senza rappresentare un pericolo per i cittadini. Amarena era molto conosciuta in zona e non si è mai dimostrata aggressiva nei confronti dell'uomo, nemmeno quando in compagnia dei figli piccoli. Anche durante l'ultimo avvistamento in paese, infatti, aveva attraversato placidamente la strada insieme ai cuccioli nel rispetto della popolazione locale, che ha evitato di avvicinarla e spaventarla, lasciandola procedere per la sua strada senza interferenze. L'autore dell'uccisione è stato individuato in un cinquantenne del posto.

L'uomo, come riferisce il Parco Nazionale dalla sua pagina Facebook, è stato identificato dai guardiaparco e poi sottoposto ai rilievi a cura dei Carabinieri della locale stazione. I rilievi per accertare la dinamica dei fatti sono andati avanti per tutta la notte e il personale del Parco è impegnato ora a cercare i due cuccioli dell'orsa per valutare il da farsi. L'indignazione politica per l'uccisione dell'orsa Amarena è bipartisan e tanti ora si rammaricano per quanto accaduto. "Ho sparato per paura ma non volevo uccidere, l'ho trovata dentro la mia proprietà è stato un atto impulsivo, istintivo", avrebbe detto l'uomo responsabile dell'assassinio, interrogato dai carabinieri.

"C'è poco da dire, nei giorni scorsi, precisamente il 30 agosto, c'è stato il primo avvistamento dell'orsa in città, sono venuti anche i carabinieri forestali a fare visita ad un pollaio dove l'orsa era andata alla ricerca di cibo; noi come comunità non abbiamo esperienza con gli orsi, è la prima volta di cui io ricordi che un orso ci faccia visita. Ieri sono stato fino alle 3 di notte lì sul luogo dell'uccisione ed i cuccioli ancora non erano stati ritrovati", ha detto il sindaco di San Benedetto dei Marsi. I due piccoli plantigradi si sono probabilmente allontanati a seguito degli spari, spaventati da quell'aggressione.

Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, sottolineandocome nessun orso abbia rappresentato mai un pericolo in Abruzzo e nel Parzo nazionale, ha aggiunto: "Sono pronto a costituire la Regione come parte civile contro questo delinquente per tutelare l'immagine e

l'onorabilità della nostra gente. Invito le comunità locali e tutti i turisti a continuare ad osservare tutte le norme prescritte affinché gli animali presenti sul territorio possano vivere indisturbati nel loro habitat".

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