Non è la Rai, Raffaella Carrà, la malattia. Sette anni fa se ne andava Gianni Boncompagni

Il 16 aprile 2017 se ne andava Gianni Boncompagni, canzoniere, conduttore, regista e autore. L'uomo dai mille talenti e il "padre" di molte trasmissioni diventate cult

Non è la Rai, Raffaella Carrà, la malattia. Sette anni fa se ne andava Gianni Boncompagni
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Il 16 aprile 2017 se ne andava Gianni Boncompagni, canzoniere, conduttore, regista e autore. L'uomo dai mille talenti e il "padre" di molte trasmissioni diventate cult. Dalla musica alla radio e alla televisione Giandomenico Boncompagni seppe interpretare i gusti del pubblico, sfornando format innovati in grado di raccogliere consensi, catalizzare l'attenzione del pubblico e fare ascolti. Una capacità innata che ha permesso a Boncompagni di lasciare il segno in ogni decennio attraversato: da Bandiera Gialla e Alto gradimento, passando per Pronto Raffaella? e Domenica In fino a Macao, Carramba e al più celebre dei suoi programmi, Non è la Rai.

Gli anni di Non è la Rai

Era il 9 settembre 1991 quando su Canale5 andò in onda la prima puntata di Non è la Rai, il programma di intrattenimento pomeridiano - scritto da Gianni Boncompagni e da Irene Ghergo - che sarebbe diventato a tutti gli effetti un fenomeno di costume degli anni '90 grazie a un gruppo di ragazzine poco più che adolescenti, che intrattenevano i telespettatori con giochi, rubriche, scenette, balli e canti. Di quelle quattro stagioni di successo Boncompagni ha sempre amato raccontare del passaggio dalla conduzione di Paolo Bonolis (che in quell'anno intrecciò una relazione sentimentale con Laura Freddi) a quella di Ambra Angiolini. "Non ricordo bene come andò. Ricordo solo che da Mediaset all'inizio mi ammollarono Bonolis che aveva già il contratto, ma io lo detestavo allora come lo detesto oggi", rivelò Gianni al Fatto Quotidiano nel 2015, proseguendo: "Non gli feci fare niente e dopo un anno misi Ambra al posto suo con gli auricolari". Attraverso quelle cuffiette si dice che Boncompagni guidasse Ambra, suggerendole cosa dire e fare in diretta, ma lui anni prima di morire raccontò: "Tutti credevano che io suggerissi le battute, invece le dicevo delle cose tremende, irriferibili e lei doveva fare finta di nulla".

Gli amori e Raffaella Carrà

Tanto talentuoso, innovativo e lungimirante fu professionalmente parlando, tanto fu discusso per le sue storie d'amore. A partire dalla relazione con l'attrice Isabella Ferrari, che all'epoca della loro storia aveva solo 17 anni, e poi Claudia Gerini, anche lei giovanissima e infine l'amore maturo vissuto con Raffaella Carrà per quasi dieci anni. "Con Gianni il rapporto è stato un po' paterno: io sono figlia di separati e mi è mancato il padre che non si è mai occupato di me e mio fratello. Dunque, io avevo bisogno di un rapporto con un uomo grande, sicuro, perché gli uomini mi davano poca fiducia", raccontò la Carrà al Corriere nel 2014. Tra loro, che per anni lavorarono fianco a fianco in tv, non c'era solo amore e affetto, ma anche grande stima e fiducia reciproca. "È stata la mia fidanzata, ora è un'amica eterna, inossidabile", confessò Gianni Boncompagni nel 2017, quando la tv ormai era un ricordo lontano. Al suo funerale Raffaella era lì, in prima fila con gli occhiali scuri a nascondere le lacrime versate per Gianni, il secondo uomo più importante della sua vita dopo Sergio Japino.

Gianni Boncompagni, le cause della morte

Quando il 16 aprile di sette anni fa Gianni Boncompagni morì, la notizia colse di sorpresa tutti ma non chi gli era rimasto accanto. Solo le figlie e gli amici più stretti conoscevano la battaglia che l'autore televisivo aveva affrontato per molto tempo contro una patologia tumorale aggressiva. "Dopo una lunga vita fortunata, circondato dalla famiglia e dagli amici se n’è andato papà, uomo dai molti talenti e padre indimenticabile", annunciarono Claudia, Paola e Barbara Boncompagni. Aveva 84 anni e il 13 maggio di quell'anno avrebbe spento ottantacinque candeline. "Gianni se n'è andato piano piano, ha avuto un coraggio da leone, è stato molto sereno.

Abbiamo potuto ancora ridere e scherzare, abbracciarlo e dargli tanti bacini fino all'ultimo prima di lasciarlo andare", rivelò Raffaella Carrà nel giorno dei funerali di Boncompagni, raccontando degli ultimi giorni di vita dell'uomo che ha fatto la storia della televisione italiana.

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