"Una pioggia di zolfo per raffreddare la Terra"

L'astrofisica spiega la tecnica che abbasserebbe la temperatura del pianeta. "Uno sforzo gigantesco"

"Una pioggia di zolfo per raffreddare la Terra"

Vi sarà capitato ultimamente di sentir parlare di «brillamenti del Sole», cosa che suona molto romantica, ma in realtà sono un fenomeno che la comunità scientifica monitora attentamente. E no, stavolta non c'entra l'uomo. Sono andato a chiederlo a una tra le più illustri astrofisiche italiane, Patrizia Caraveo, che è anche una divulgatrice autrice di decine di libri, vedova del defunto Nanni Bignami e mamma della chimica e scrittrice Giulia Bignami (una famiglia con dei buoni geni, questi Bignami).

Allora, Patrizia, questi brillamenti, cosa sono?

«I brillamenti solari producono fiumi di particelle che si propagano nel sistema solare e possono colpire la Terra e causare quelle che chiamiamo tempeste solari. Gli esseri umani sono protetti dall'atmosfera e dal campo magnetico del nostro pianeta e non corrono rischi. Al più, le particelle solari si intrufolano nelle zone polari del campo magnetico e producono le aurore, regalando lo spettacolo delle luci danzanti. In caso di brillamenti molto intensi i flussi di particelle sono più consistenti e, se il loro cammino incontrasse la Terra, potrebbero arrecare danni consistenti alla nostra civiltà tecnologica».

Danni di che tipo?

«I satelliti possono essere danneggiati, le trasmissioni radio vengono disturbate, le linee di alta tensione devono essere monitorate per evitare che le particelle solari mettano fuori uso i trasformatori e causino estesi blackout. Ma sono gli astronauti a dover fare la massima attenzione perché nel cosmo hanno poca protezione e le particelle solari non fanno bene».

Io infatti dico sempre che lo spazio è cancerogeno. Ho letto che ci sono scienziati che hanno trovato un modo teorico per abbassare la temperatura della Terra, a prescindere dalle emissioni di anidride carbonica. Qual è? Potrebbe funzionare?

«Si chiama geoingegneria e vuole aumentare la riflettività delle nubi per limitare la quantità di radiazione solare che raggiunge il suolo, ottenendo una diminuzione della temperatura. Non è un modo teorico, ma piuttosto un tentativo di replicare gli effetti delle eruzioni vulcaniche che producono un raffreddamento temporaneo del clima a causa delle tonnellate di zolfo e di polvere che sono state scagliate nell'alta atmosfera».

Come si fa?

«Per farlo artificialmente occorre seminare nell'alta atmosfera goccioline di acido solforico. Ne occorrono tonnellate e bisogna continuare a farlo per avere un effetto duraturo. Servirebbero numerosi aerei equipaggiati per la distribuzione dell'acido solforico continuamente in volo. Un gigantesco sforzo che, secondo i contrari, distoglierebbe l'attenzione dal passaggio all'economia green».

Sarebbero favorevoli i partiti di destra, quindi.

«Coloro che sono favorevoli sostengono che è un passaggio necessario per contrastare il riscaldamento climatico mentre si abbandonano i combustibili fossili. Certamente, prima di qualsiasi intervento occorre fare delle ricerche e dei test molto accurati perché potrebbero presentarsi spiacevoli effetti collaterali».

A parte il surriscaldamento globale, tra un miliardo di anni la vita sulla Terra sarà resa impossibile proprio dal Sole. Ma credo anche tra molto meno. Cosa ne pensi?

«Penso che dovremmo preoccuparci di quello che stiamo facendo adesso al nostro pianeta ed agire con decisione per mitigare il cambiamento climatico, piuttosto che interrogarci su quello che farà il Sole tra qualche miliardo di anni».

Il tuo prossimo libro?

«In effetti, nel 2024 dovrebbero uscirne due legati dal filo rosso dell'inquinamento in senso lato. Il primo sarà focalizzato sugli effetti nocivi della troppa illuminazione artificiale sull'ecosistema terrestre, il secondo invece affronterà il tema dell'inquinamento delle orbite intorno alla Terra e dei corpi celesti».

Sei a favore del nucleare? Perché c'è tutta questa resistenza sia a destra che a sinistra? Penso agli ambientalisti: non gli puoi parlare di nucleare, vogliono soluzioni «naturali», anche lì usando il sole o il vento che però non bastano...

«Sole e vento vanno benissimo, così come va benissimo l'energia idroelettrica. Io credo moltissimo nelle energie alternative, ma sono altrettanto convinta dell'utilità e delle potenzialità del nucleare. La fisica ci dice che l'energia è impaccata nel nucleo degli atomi, quindi è da lì che dobbiamo cercare di estrarla. L'energia viene rilasciata quando l'atomo si rompe oppure quando si forma. Nel primo caso si parla di fissione, nel secondo di fusione. La fissione è il principio alla base delle centrali nucleari attualmente in uso. Ha lo svantaggio di produrre scorie radioattive difficili da smaltire, ma trovo discutibile la posizione dei politici italiani contrari al nucleare che poi acquistano dalla Francia energia prodotta dalle centrali nucleari che non sono neanche così lontane. In caso di incidente, la nube radioattiva non viene fermata dai confini di Stato. Più interessante, ma più lontana nel tempo, è la possibilità di sfruttare la fusione termonucleare, la stessa che tiene acceso il Sole trasformando 4 atomi di idrogeno in 1 atomo di elio. Sarebbe una straordinaria fonte di energia, ma la fusione richiede temperature di milioni di gradi. Quest'anno ai laboratori della US National Ignition Facility in California sono riusciti ad innescare la fusione ottenendo più energia di quella utilizzata per portare un cilindretto di idrogeno alla temperatura richiesta. È il primo passo su una strada che richiede molta ricerca e altrettanti investimenti».

Perché anche voi scienziati trovate l'universo così affascinante, mentre a me sembra uno sconfinato campo dì concentramento?

«Mi sembra che definire l'universo uno sconfinato campo di concentramento sia piuttosto contraddittorio. Come può un campo di concentramento essere sconfinato? Io non mi stanco mai di ammirare un bel cielo stellato e penso che tutti dovremmo fermarci a godere di uno degli spettacoli più belli che la natura ci offre».

Ringrazio Patrizia Caraveo per avermi chiarito le idee,

ma continuo a pensare che appena usciamo da questo piccolo sasso è tutto cancerogeno e inospitale, e quanto a starci sopra, pur protetti dall'atmosfera e dal campo magnetico, Hitler rispetto alla Natura sia un dilettante.

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