Per ora tassi invariati: cosa c'è dietro la mossa della Fed

La banca centrale statunitense ha deciso di bloccare la crescita dei tassi di interesse al 5-5,25%. Le cifre potranno scendere a fine anno al 4,50-4,75%

Per ora tassi invariati: cosa c'è dietro la mossa della Fed
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La banca centrale Usa ha scelto di mantenere i tassi di interesse al 5-5,25%. Questa decisione, presa all’unanimità, è il frutto della volontà di consentire al Comitato di politica monetaria di effettuare una valutazione delle informazioni in arrivo e di eventuali implicazioni. Secondo la maggior parte dei governatori a fine 2023 sarà necessario alzare ulteriormente i tassi.

La situazione economia

Il comunicato della banca statunitense sostiene che gli indicatori finanziari denotano che l’attività economica sia in continua crescita, l’aumento dell’occupazione solido mentre sottolineano che il tasso di disoccupazione abbia mantenuto il livello basso. Una nota critica riguarda l’inflazione che, secondo gli esperti della Fed, era ed è elevata. Jerome Powell, presidente della Fed, ha commentato: "Quasi tutti i partecipanti pensano che sarà appropriato aumentare ancora un po’ i tassi entro la fine dell’anno”. Non sono state date informazioni in merito ai successivi aumenti.

Le nuove proiezioni economiche

Per quanto riguarda le proiezioni economiche future si prospetta che la mediana dei dots, i punti che raccontano le previsioni di ogni governatore, sarà del 5,625% e i tassi saranno al 5,50,5,75%, questo significa mezzo punto al di sopra del livello attuale. Ricordiamo che a marzo si bloccavano al livello attuale ovvero al 5,125%. I tagli dei tassi, secondo i governatori, potrebbero prendere il via il prossimo anno. Per quanto riguarda la crescita è indicata nell’1% quest’anno. Nello specifico si passa dallo 0,4% delle proiezioni di marzo all’1,1% per il 2024 partendo dall’1,2% e nell’1,8% nel 2025 partendo dall’1,9%.

Dati legali all’inflazione

Per quanto riguarda le proiezioni sull’inflazione si pensa che i tassi potranno scendere a fine anno al 4,50-4,75%. Questo dato corrisponde alla decrescita di un punto percentuale. Nel mese di marzo indicavano però per la stessa data tassi più bassi, ovvero al 4,25%. A fine 2025 i tassi potranno quindi portarsi al 3.25-3,50%.

Per quanto riguarda il lungo periodo è stato confermato il livello del 2,50%. Per fine 2023 le proiezioni macroeconomiche mostrano un’inflazione al 3,2%, al 2,5% per il prossimo e al 2,1% nel 2025. Questi dati erano, rispettivamente, 3,1, 2,5 e 2,1 a marzo.

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