Le purghe di Trump e l'ombra della complottista Loomer: è terremoto nell’intelligence Usa

Timothy Haugh, in carica da appena un anno, guidava le due principali agenzie incaricate di proteggere il cyberspazio nazionale, difendere le infrastrutture digitali e condurre operazioni all’estero

Le purghe di Trump e l'ombra della complottista Loomer: è terremoto nell’intelligence Usa
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Un terremoto scuote l’apparato dell’intelligence americana: il generale Timothy Haugh, direttore della National Security Agency (NSA) e comandante del Cyber Command, è stato rimosso dal suo incarico insieme alla sua vice Wendy Noble. La notizia, confermata da membri delle commissioni intelligence di Camera e Senato e da due ex funzionari, segna una svolta significativa nella direzione della sicurezza cibernetica statunitense.

Chi è Timothy Hugh

Haugh, in carica da appena un anno, guidava le due principali agenzie incaricate di proteggere il cyberspazio nazionale, difendere le infrastrutture digitali critiche e condurre operazioni strategiche all’estero. La sua estromissione – avvenuta senza spiegazioni ufficiali – è stata accolta con preoccupazione da parte dei leader democratici, tra cui il senatore Mark Warner e il deputato Jim Himes, che ne hanno denunciato pubblicamente la pericolosità. Himes ha dichiarato in una nota di essere "profondamente turbato" dalla decisione. "Conosco il generale Haugh come un leader onesto e schietto, che rispetta la legge e mette al primo posto la sicurezza nazionale. Temo che siano proprio queste le qualità che potrebbero portare al suo licenziamento da questa amministrazione", ha affermato Himes. Secondo fonti interne al Pentagono, il tenente generale William Hartman, attuale vice comandante del Cyber Command, assumerà la guida provvisoria delle due agenzie in attesa di nuove nomine.

Il ruolo di Laura Loomer

Il licenziamento di Haugh e Noble arriva in un momento già delicato per la sicurezza nazionale. Solo poche ore prima, infatti, l’amministrazione aveva rimosso diversi membri del Consiglio di Sicurezza Nazionale, su pressione dell’attivista di estrema destra Laura Loomer, che durante un incontro con Trump aveva accusato lo staff di “slealtà”. Non è stato chiarito se le due epurazioni siano collegate, ma molti osservatori vedono un filo conduttore nella crescente politicizzazione delle nomine. A peggiorare il quadro, cresce all’interno del dipartimento della Difesa un clima di incertezza e paura: secondo fonti militari, serpeggia tra gli alti ufficiali il timore di venire rimossi non per ragioni operative, ma per questioni di allineamento ideologico. Una cultura della lealtà personale starebbe progressivamente sostituendo quella basata sulla competenza. Secondo il New York Times, Loomer ha chiesto a Trump di licenziare Haugh in un incontro alla Casa Bianca mercoledì. Haugh e Noble avrebbero mostrato poca lealtà nei confronti del presidente Trump. "Ecco perché sono stati licenziati", ha scritto Loomer su X.

Collegamenti con la vicenda Signal

Haugh non era coinvolto nel recente scandalo legato a una chat di gruppo su Signal, dove il segretario alla Difesa Pete Hegseth e altri funzionari hanno discusso un’operazione sensibile in Yemen senza sapere della presenza di un giornalista nel gruppo. Tuttavia, aveva espresso in audizione al Congresso la necessità di prudenza nell’uso di strumenti digitali per la gestione di informazioni classificate.

La rimozione del generale arriva appena un mese dopo che aveva accolto Elon Musk — ancora per poco a capo del Dipartimento per l’Efficienza Governativa — nella sede della NSA e del Cyber Command a Fort Meade. Un gesto interpretato da alcuni come un segnale di apertura verso una collaborazione più stretta tra mondo militare e settore privato tech.

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