
"Dobbiamo averla". Donald Trump torna sulla Groenlandia e la necessità che gli Usa la possano annettere come nuovo stato. "Ci serve", ha detto durante un'intervista col podcaster Vince Coglianese, "Ci serve per la sicurezza internazionale, Odio metterla così, ma dobbiamo averla". Il presidente getta così altra benzina sul fuoco poco prima che sbarchi sull'isola il vicepresidente Usa JD Vance. Fin dal suo insediamento Trump è stato chiaro sulla necessità di annettere il vicino artico. Una posizione che ha acquistato nuova forza dopo un rapporto delle agenzie di intelligence che mettono in guardia sulle mire di Cina e Russia verso le risorse naturali e la posizione strategica dell'isola.
La missione di JD Vance sull'isola
La missione di Vance arriva in un momento molto delicato. Qualche giorno fa, infatti, era prevista solo la visita della second lady, Usha Vance, ma la missione era stata accolta con una certa rabbia da parte di Nuuk e soprattutto della Danimarca. Il primo ministro danese, Mette Frederiksen, aveva parlato di "pressioni inaccettabili". "È chiaro", aveva detto Frederiksen in un'intervista, "che non si tratta di una visita che risponda a ciò di cui la Groenlandia ha bisogno o a ciò che la Groenlandia vuole. Devo dire che è inaccettabile la pressione esercitata sulla Groenlandia e sulla Danimarca in questa situazione. Ed è una pressione a cui resisteremo". Insieme alla moglie di Vance dovevano partire anche il consigliere per la Sicurezza Nazionale Mike Waltz e di segretari per l'Energia e l'esercito.
Looking forward to visiting Greenland on Friday! pic.twitter.com/p3HslD3hhP
— JD Vance (@JDVance) March 25, 2025
Dopo l'altolà danese era arrivata una correzione da parte di Washington annunciando che JD Vance sarebbe partito con la moglie: "C'era così tanta eccitazione per la visita di Usha in Groenlandia questo venerdì, che ho deciso che non volevo che si divertisse così tanto da sola, e quindi mi unirò a lei", ha detto Vance in un video pubblicato su X. Nello stesso filmato lo stesso vicepresidente spiegava quando l'isola fosse importante: "Molti Paesi hanno minacciato la Groenlandia, hanno minacciato di usare i propri territori e le sue acque per minacciare gli Stati Uniti, il Canada e ovviamente il popolo groenlandese".
L'ufficio del vicepresidente ha anche spiegato che la visita non sarebbe stata diplomatica, ma limitata alla base spaziale Usa di Pituffik. Lì Vance e la moglie dovrebbero ricevere un briefing sulle questioni di sicurezza artica e incontrare i militari statunitensi. La base spaziale Pituffik, ricorda la nota, è l'installazione più a nord del dipartimento della Difesa. La base, gestita dall'821st Space Base Group della United States Space Force, supporta missioni di allerta missilistica, difesa missilistica e sorveglianza spaziale. La partnership strategica tra Stati Uniti e Groenlandia, sottolinea la nota, "ha da tempo svolto un ruolo fondamentale nella nostra sicurezza nazionale ed economica".
Le resistenze dell'isola
La decisione di limitare la visita alla base di Pituffik è stata accolta positivamente al ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen che ha definito "positiva", la scelta di "aver annullato la visita tra la popolazione della Groenlandia".
Il nuovo scontro tra Washington e Copenaghen per il controllo di Nuuk e d'intorni avviene qualche settimana dopo le elezioni avvenute sull'isola. Nonostante Trump insista a dire che i risultati dell'11 marzo confermano le sue mire espansionistiche, il futuro premier groenlandese, Jens-Frederik Nielsen, leader del partito di maggioranza Demokraatit, si è espresso contro le interferenze americane. "Non dobbiamo essere costretti in un gioco di potere in cui non abbiamo scelto di partecipare", ha detto.
Freddezza degli Americani sull'annessione
L'inclinazione imperiale della Casa Bianca si scontra però con un'opinione pubblica poco convinta dell'eventuale avventura artica. Secondo un sondaggio condotto da Yahoo News e YouGov, meno di cittadino statunitense su cinque è favorevole all'annessione del Canada e della Groenlandia da parte degli Stati Uniti.
Secondo la rilevazione l'annessione è sostenuta solo dal 19 per cento degli intervistati. Il 49 per cento è contrario all'idea, mentre il 32 per cento non ha un'opinione in merito. Il sondaggio è stato condotto dal 20 al 24 marzo su un campione di 1.677 cittadini, con un margine d'errore del 2,7 per cento.- dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
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