Biden annuncia: "Andrò a Kiev". Le armi Usa per la guerra a Est. "Escalation se Mosca ostacola"

Forniture entro una settimana: 300 veicoli corazzati, 11 Mi-17, 40mila proiettili. E alle industrie: "Produrre di più".

Biden annuncia: "Andrò a Kiev". Le armi Usa per la guerra a Est. "Escalation se Mosca ostacola"

New York. Entro una settimana arriveranno in Ucraina le nuove armi fornite dagli Stati Uniti. Il presidente americano Joe Biden, che dichiara di essere pronto ad andare a Kiev, ha annunciato un altro pacchetto da 800 milioni di dollari perchè gli ucraini si difendano contro la nuova offensiva della Russia nell'est del paese (portando in totale a 1,7 miliardi gli aiuti militari dall'invasione), e il Pentagono ha convocato un incontro con le maggiori aziende belliche Usa per aumentare l'assistenza in previsione di un possibile conflitto prolungato con Mosca. «Faremo arrivare le nuove armi all'Ucraina in meno di una settimana e poi le forze di Kiev le porteranno nell'est del Paese», ha spiegato il portavoce del Pentagono John Kirby.


Armi tra cui - fa sapere la Difesa - ci sono 18 obici da 155 millimetri, 40.000 proiettili di artiglieria, sistemi radar di sorveglianza aerea AN/TPQ-36, AN/MPQ-64 Sentinel e mine anti-uomo Claymore M18A1. Inoltre, per aiutare le truppe ucraine a spostarsi sul campo Washington invierà 100 veicoli corazzati Humvee, 200 mezzi corazzati per M113 e 11 elicotteri Mi-17, che vanno ad aggiungersi ai cinque già inviati all'inizio di quest'anno. Nel pacchetto sono inclusi anche altri 300 Switchblade, i cosiddetti «droni kamikaze», missili Javelin, attrezzature mediche, giubbotti antiproiettile ed elmetti. E gli Usa hanno spedito anche dispositivi di protezione individuale contro armi chimiche (basato «sulle preoccupazioni che abbiamo da tempo che Mosca possa usare tali dispositivi»). Il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan, secondo quanto riportato dalla Cnn, ha avvertito che qualsiasi tentativo della Russia di ostacolare il trasferimento di armi all'Ucraina rischia di innescare un'escalation. «Gli Stati Uniti non stanno operando in Ucraina - ha sottolineato - ma se i russi dovessero colpire una qualsiasi parte di territorio della Nato dove le attrezzature militari vengono assemblate, questo comporterebbe l'invocazione dell'articolo 5 e cambierebbe completamente il gioco».
Per quanto riguarda l'incontro con le aziende belliche, tra queste ci sono Raytheon e Lockheed Martin, che insieme producono il sistema missilistico anticarro leggero Javelin. Mentre Raytheon realizza anche il sistema missilistico antiaereo portatile Stinger.


Entrambi, secondo funzionari del Pentagono, si sono dimostrati particolarmente efficaci per le forze ucraine sulla scia dell'invasione russa del 24 febbraio. «Discuteremo le proposte per accelerare la produzione dei sistemi esistenti e sviluppare nuove capacità moderne fondamentali per l'assistenza alla sicurezza all'Ucraina e la prontezza a lungo termine degli Stati Uniti e delle forze alleate», ha anche anticipato al Financial Times un funzionario della Difesa. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha ripetutamente fatto appello ad un maggiore sostegno militare da parte degli alleati di tutto il mondo e in particolare dagli Stati Uniti in vista della battaglia in Donbass. A quanto pare andrà a Kiev Biden in persona. A un cronista che gli chiedeva informazioni prima che salisse sull'Air force one, ha dichiarato di «essere pronto».
Oltre a Biden, anche l'ex presidente Donald Trump parla di «genocidio». Sin dall'inizio della guerra, Trump afferma che Vladimir Putin, con il quale si è sempre vantato di avere un buon rapporto, non avrebbe mai invaso l'Ucraina se lui fosse stato ancora alla Casa Bianca.

«Credo che in 100 anni la gente guarderà a questo e diranno, 'perché siamo stati fermi? Perché la Nato è stata ferma'» ha detto ancora, facendo capire quindi di essere favorevole ad un intervento militare diretto che Biden e tutti i leader della Nato escludono.

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