Arriva la solidarietà del centrodestra. "Chi sbaglia paga, ma no alle retate"

Salvini: "Non sono boss". Il sindacato Sappe: "Amarezza"

Arriva la solidarietà del centrodestra. "Chi sbaglia paga, ma no alle retate"

La notizia delle 52 misure cautelari nei confronti degli agenti di polizia penitenziaria accusati di essersi difesi dalla rivolta dei detenuti scoppiata il 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere ha provocato la reazione di tutto il centrodestra e delle forze dell'ordine.

«Chi sbaglia paga anche e soprattutto in divisa perché ha il doppio della responsabilità, ma fare retate neanche fossero boss della camorra, di decine di donne e uomini delle forze dell'ordine non è quello di cui l'Italia ha bisogno in questo momento», sbotta Matteo Salvini «Io non condanno né assolvo nessuno prima del giudizio aggiunge -. Che però dopo le rivolte nelle carceri vi siano stati decine di detenuti che hanno sfasciato, ferito, aggredito, ucciso assolti e gli unici ad essere perseguiti ed addirittura arrestati, non ritengo che sia un bel segnale per chi gestisce l'ordine pubblico in questo Paese».

La presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, esprime fiducia e solidarietà nei confronti degli agenti e lo stesso fa il Questore della Camera e deputato campano di FdI Edmondo Cirielli che dice di trovarsi «di fronte a provvedimenti che rischiano di compromettere l'immagine e soprattutto il lavoro che svolgono quotidianamente gli agenti penitenziari. Il problema non sono i giudici ma le norme volute dal Pd e dai Cinque Stelle che vanno riformate poiché invece di punire i delinquenti finiscono per penalizzare chi garantisce la legalità e la sicurezza. Tutto ciò è davvero inaccettabile». Il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida si dice «stupefatto. I provvedimenti adottati dai magistrati sono la diretta conseguenza dell'applicazione di una legge scritta male che rischia di colpire chi fa il proprio lavoro e cerca di garantire sicurezza nelle carceri stracolme».

Nicola Molteni sottosegretario all'Interno (Lega) è schietto: «Donne e uomini in divisa che hanno rischiato sulla propria pelle per difendere ordine e sicurezza, pur senza strumenti fondamentali come taser e bodycam, non possono finire dalla parte del torto. Importante chiarire».

I poliziotti sono amareggiati. Il Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), esprime «sorpresa ed amarezza»: «A noi sembrano provvedimenti abnormi». E dalla Uilpa polizia penitenziaria si dicono «sgomenti e atterriti». Addirittura anche la Cgil è dalla loro parte e chiede al ministero della Giustizia e ai vertici dell'amministrazione una «rivisitazione» del sistema penitenziario.

L'unico bastian contrario è il Pd con il deputato della commissione Giustizia, Walter Verini che

coglie l'occasione per strumentalizzare il caso: «È grave che un personaggio politico come Salvini, garantista un giorno sì e un giorno no, colga ogni volta l'occasione per utilizzare fatti drammatici per qualche voto in più».

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