Befana di freddo e neve. La ripartenza dello sci (e l'Appennino ci spera)

Finora quasi a secco Nord Ovest e Centro Italia. Mille chilometri di piste chiuse. E adesso è corsa ad aprirle

Befana di freddo e neve. La ripartenza dello sci (e l'Appennino ci spera)
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Da oggi si cambia. Lo scenario semi-primaverile dei giorni scorsi viene spazzato via da temperature più rigide accompagnate da nuvole cariche di pioggia e fiocchi di neve anche a bassa quota che interesseranno soprattutto il Centro-Nord.

Forse Milano non si imbiancherà, ma gli esperti assicurano che sabato mattina i fiocchi scenderanno quasi fino in pianura. Anche sugli Appennini settentrionali si tornerà, dopo tanto tempo, a vedere delle nevicate, ma solo sui 1.500 metri circa. Un po' di inverno non guasta e molti operatori che puntano sulla neve tireranno un sospiro di sollievo visto che i livelli del manto di neve in tutta la Italia sono attualmente pari al 42% del normale. Infatti, nonostante le vacanze natalizie abbiano fatto sorridere gli albergatori delle zone di montagna, sulle piste da sci è stata sparata tanta neve artificiale. Ma dove non è stato possibile gli impianti sono rimasti tristemente chiusi.

Basta scorrere l'elenco delle piste aperte nelle varie località sciistiche su Ski info per conteggiare i danni del clima strampalato. Che ha colpito soprattutto il Piemonte dove i livelli del manto nevoso sono fermi all'11% della media stagionale. La conseguenza è che su 236 impianti solo 154 risultano operativi. Al Sestriere, per esempio, hanno aperto 51 piste su 70. Situazione analoga a Claviere-Via Lattea (50 su 70). In Val d'Aosta non va molto meglio. I livelli del manto di neve in tutta regione sono attualmente pari al 35% del normale e fino a pochi giorni fa pioveva anche oltre ai 2000 metri di altezza, Ma grazie alla neve artificiale, su 366 impianti 204 sono comunque aperti.

Regge meglio la Lombardia perché i livelli del manto di neve sono pari al 75% del normale e questo ha permesso di rendere operativi 119 impianti su 157. Se si scende lungo la Penisola, invece, la neve la stanno ancora aspettando, per avviare la stagione sciistica ancora al palo. Ad oggi lungo gli Appennini la situazione è quasi disastrosa. Un dato per tutti: dei 24 impianti di Roccaraso in Abruzzo solo 14 sono attivi.

In sostanza, nel Belpaese che offre oltre 280 comprensori e 1.800 impianti di risalita, si stima che 1.000 sui 5.800 chilometri di piste siano ancora inattive anche perché sugli Appennini molte località sciistiche apriranno solo dopo la Befana che dovrebbe portare come dono un po' di manto nevoso. La siccità invernale ha miracolato solo il Nord-Est dove il comprensorio Dolomiti Superski, ha 1124 chilometri di piste aperte su 1280. Nel weekend, tra l'altro, le Alpi centro-orientali faranno il pieno di neve, con accumuli superiori ai 40-50 cm sopra i 1000/1200 metri di quota.

Ma le precipitazioni nevose si sposteranno da Est a Ovest e, se controlliamo le previsioni di esperti della montagna, scopriamo che nei prossimi nove giorni, nevicherà soprattutto sulle zone più penalizzate in questo inizio d'inverno, come in Piemonte colpita duramente dalla mancanza di neve (e l'anno scorso

anche dalla siccità estiva). Lungo la famosa via Lattea si aspettano 41 cm di neve, a Prato Nevoso 43. A Limone, dove attualmente ci sono solo 8 impianti aperti su 17, se ne aspettano ben 74 cm. Una vera manna dal cielo.

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