La bimba abbandonata nel Sahara. L'ultimo orrore dei trafficanti di uomini

Video choc. L'Ong Mediterranea: "La sua sola colpa è di essere nata laggiù"

La bimba abbandonata nel Sahara. L'ultimo orrore dei trafficanti di uomini
00:00 00:00

Magari dalle dune sbucasse Checco Zalone con la sua Cicogna Strabica a prendersela in braccio, o almeno per mano e a smontare il dramma. Se fosse un frame di Tolo Tolo passerebbe di lì un camion straripante di disperati e Checco chiederebbe con quel suo «zalonismo» antibuonista che gli consente qualunque cosa: «Dove siamo? Migrante, mi dia la posizione». Invece quel puntino in movimento, da qualche parte nel deserto del Sahara tra Libia e Ciad resta solo. È una bambina. È piccolissima, è scalza, è sola. Il vento le alza il vestito corto e le sposta i passi. Sembra che indichi qualcosa, forse un luogo in cui dirigersi, ma dev'essere per darsi coraggio, per restringere un po' quell'infinito di sabbia perché non c'è proprio niente da indicare e ogni incedere porta al nulla. Ma procede. Accanita a vivere contro ogni ragionevole speranza. Perché rimanere fermi è la maniera più sicura di sbagliare sempre. Ma dove vai quando non sei più il seguito di qualcuno? Una volta messo a fuoco, quel puntino è il più atroce delle metafore. Lei e il suo granello di storia, l'abisso del disumano. E come sia finita lì in mezzo, a stare in piedi a stento tra le raffiche, è facile immaginarlo. Sarà stata la «scarto» di qualche trafficante di uomini e donne: niente bambini, evidentemente. Oppure avrà dato fastidio perché piangeva o perché stava arrampicata su sua mamma ed era d'intralcio per qualche ragione ai trafficanti.

L'Ong Mediterranea ha pubblicato sui social il video, che qualche giorno fa è stato diffuso da Refugees in Libia. E a corredo delle immagini che raschiano il petto, un commento della Ong: «Non era protetta tra le mura di casa né tra le braccia di un genitore ma sola in mezzo al deserto. La bambina non ha commesso alcun crimine. La sua unica colpa è di essere nata con la pelle nera nel posto sbagliato, nel momento sbagliato. Il suo unico crimine è essere povera in un sistema progettato per cancellare i poveri». Checco e la sua Cicogna Strabica. Ma non si sollevano mongolfiere e non si attracca a Vibo Valentia. Ci si sente all'improvviso troppo al sicuro, troppo comodi, troppo colpevoli tutti a guardarla barcollare sola nel deserto.

Con quel minuscolo corpo da culla rimasto senza voci, senza ombra, senza braccia nelle quali accomodarsi in pace. La si guarda senza fiato perché nessun bisogno di quella minuscola vita è stato soddisfatto tranne quello di venire al mondo. Ma non è così che ci si viene. Strabica di una cicogna.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica