Bufera cybersecurity: Trump taglia i vertici. E lancia la "carta oro" (per i migranti ricchi)

Purghe alla Nsa, il ruolo della complottista Loomer. I permessi di soggiorno a 5 milioni

Bufera cybersecurity: Trump taglia i vertici. E lancia la "carta oro" (per i migranti ricchi)
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Il Trump 2.0 sta somigliando sempre più alla prima versione, quella del primo mandato alla Casa Bianca, caratterizzata da licenziamenti improvvisi e terremoti ai vertici dell'Amministrazione, spesso annunciati su Twitter (allora si chiamava ancora così). All'epoca, la colpa degli epurati era spesso quella di essersi messi di traverso ai desiderata più controversi del presidente, neofita dei meccanismi istituzionali di Washington. Stavolta, la discriminante è la «lealtà» al Capo e al suo universo «Maga». A farne le spese è stato il generale a quattro stelle Timothy Haugh, a capo della Nsa, la potente agenzia di contro spionaggio elettronico, e dell'U.S. Cyber Command, il comando militare per le guerre informatiche. Insieme a Hugh è stata licenziata anche la sua vice alla Nsa, Wendy Noble. La loro rimozione è stata decisa dopo un animato incontro nello Studio Ovale della Casa Bianca tra Donald Trump e l'attivista «Maga» Laura Loomer, presente anche il consigliere per la Sicurezza nazionale Mike Waltz, quello dello scandalo «Signalgate». Secondo le ricostruzioni dei media Usa, la pasionaria trumpiana avrebbe chiesto la testa di Hugh e Noble, «colpevoli» di legami con la precedente Amministrazione. In particolare, Hugh non solo sarebbe stato scelto da Joe Biden, ma era anche troppo vicino al generale Mark Milley, l'ex capo degli Stati Maggiori Riuniti, che in passato aveva duramente criticato il tycoon. Nell'incontro, l'attivista ha ottenuto anche la testa di tre funzionari della Sicurezza nazionale, anche loro, a suo giudizio, colpevoli di «slealtà» nei confronti del presidente. Il nome di Loomer, nota per le sue teorie cospirazioniste, come quella sugli attentati dell'11 settembre che sarebbero stati un «inside job», cioè organizzati dall'interno dal mitologico «deep state», era già comparso al fianco di quello di Trump durante la campagna presidenziale. Sarebbe lei l'autrice della bufala sugli immigrati haitiani che a Springfield, in Ohio, mangiavano i cani e i gatti dei loro vicini americani. Una storia che ha tenuto banco per settimane. Scomparsa per qualche tempo dai radar, Loomer si è ora ripresa la scena, rivendicando in una dichiarazione al Washington Post e in un post su X il suo ruolo nei siluramenti eccellenti ai vertici dell'intelligence. «Il direttore della Nsa Tim Haugh e la sua vice Wendy Noble sono stati sleali nei confronti del presidente Trump. Ecco perché sono stati licenziati», ha scritto. Una versione che contraddice quella dello stesso Trump, che a bordo dell'Air Force One che lo portava in Florida per assistere a un torneo di golf, mentre Wall Street crollava sotto il peso dei dazi annunciati mercoledì, si era presentato nella cabina dei giornalisti per mostrare la nuova «carta d'oro» con la sua effigie.

Si tratta di una versione per ricchi della carta verde, che al prezzo di 5 milioni di dollari garantisce immediatamente il permesso di soggiorno e lavoro permanente negli Usa, saltando anni di trafile. «Laura Loomer è una grande patriota, mi dà dei consigli e a volte li ascolto», ha spiegato il presidente. Quindi, è stata lei a chiedere i licenziamenti eccellenti, la domanda. «Niente affatto», la risposta del tycoon.

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