Camusso: "Il taglio della Tasi non è di sinistra"

La segretaria della Cgil boccia l'idea di abolire con la legge di stabilità Imu e Tasi

Camusso: "Il taglio della Tasi non è di sinistra"

Nuovo capitolo dell'infinito duello a distanza tra Matteo Renzi e Susanna Camusso. Un duello che va avanti sin dai tempi in cui Renzi era sindaco di Firenze e iniziava ad affacciarsi sul palcoscenico politico nazionale. Stavolta a dividere i due è il tema delle tasse. Il taglio della Tasi nella formula proposta dal governo, osserva la segretaria della Cgil, "è profondamente diseguale" e "non rappresenta una politica di sinistra", laddove il Paese ha invece un "disperato bisogno" di una riforma fiscale orientata alla progressività. Camusso, che ha parlato a "Radio Anch’Io", ha preso di mira il capo del governo sottolineando che "non si può mettere sullo stesso piano l’appartamento acquistato da un lavoratore con trent’anni di mutuo e la villa di lusso".

Poi la Camusso si sofferma sugli esodati. L’utilizzo per altre voci di spesa dei fondi destinati al settimo intervento di salvaguardia per gli esodati "è una drammatica rottura in totale contrasto con l’intesa sul fondo per gli esodati che era
stato dedicato a loro. Credo che ciò la dica lunga su quali siano le priorità del governo non si considerano priorità il tema del disagio dei lavoratori e l’ingresso dei giovani nel lavoro".

Capitolo consumi. "Capisco - osserva la segretaria Cgil - che il governo cerchi di prendersi il merito (il riferimento è ai dati diffusi ieri, ndr). I problemi sono tanti e bisogna fare un po' di propaganda con una disoccupazione giovanile oltre il 40%.

Magari tante persone ora possono permettersi di affrontare nuove spese ma dobbiamo ricordare che veniamo da anni nei quali erano stati ridotti anche i consumi fondamentali, come quelli alimentari: da questo a dire che abbiamo risolto i problemi mi pare ci sia un abisso", ha aggiunto Camusso, "dobbiamo rimettere in moto l’occupazione, il nodo rimane la disoccupazione".

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