Casaleggio stana i 5S: quel sospetto sulle ricandidature

Il Movimento potrebbe essere ostaggio di quanti, temendo una conferma del limite del doppio mandato, si rifiutano di versare i mille euro mensili previsti

Casaleggio stana i 5S: quel sospetto sulle ricandidature

Tenere fede (almeno) al limite del doppio mandato oppure no? È questo il tema cardine all'interno del Movimento CinqueStelle, in grado di convincere alcuni veterani a salpare verso altri lidi (ovvero schieramenti che consentano di proseguire l'esperienza politica in Parlamento) o di terrorizzare le new entry che temono, in caso di abolizione della norma, di non venire candidati e finire in secondo piano nelle gerarchie a favore dei soliti noti: a toccare l'argomento quest'oggi è stato anche Davide Casaleggio.

Una bella gatta da pelare per Giuseppi, che prende tempo per decidere come comportarsi su un tema così delicato. Tema sul quale, pare, non vi sia convergenza col padre putativo del Movimento Beppe Grillo. L'ultimo baluardo della politica del partito (dopo l'abbandono dell'antieuropeismo, della chiusura totale ad un'alleanza col Pd e della lotta al Mes e alla Tav) rischia quindi di sgretolarsi. A stringere virtualmente le mani attorno al collo di Giuseppi anche la minaccia da parte di coloro che vedono a rischio la prosecuzione della propria carriera politica, proprio a causa del limite del secondo mandato, di non versare i mille euro mensili previsti nelle casse del nuovo Movimento. Una cifra di tre volte superiore a quella che chiedeva Davide Casaleggio per l'appoggio a Rousseau.

Le parole di Casaleggio

L'amarezza del figlio del fondatore del Movimento, quando si tocca questo tasto, è decisamente evidente."Mi dispiacerebbe che ci fosse una trattativa economica su alcuni principi fondativi" come il tema dei due mandati, spiega il presidente dell'associazione Rousseau a SkyTg24,"perché quando si mettono all'asta i principi fondativi si sta parlando di liquidazione di un'organizzazione".

Unico modo per blindare il limite del doppio mandato sarebbe quello di fissarlo tramite una legge, dichiara Davide Casaleggio, dato che "solo attraverso una legge si può garantire un ricambio della politica e una partecipazione dei cittadini alla vita politica in modo continuo". Il tergiversare di Giuseppi sulla questione è un segnale da non sottovalutare: "Mi è spiaciuto che non sia stata presa una posizione netta e chiara su uno dei principi fondativi del Movimento 5 stelle ma anche della generazione politica necessaria ad un movimento. In questi tre-quattro mesi di leadership in pectore di Conte purtroppo questa linea non l'ho ancora vista", aggiunge Casaleggio. "D'altra parte ho visto con piacere una presa di posizione chiara da parte di Beppe Grillo che ha ribadito la linea da tenersi su questo tema".

La paura di veder saltare la poltrona è forte, tanto che numerosi sono coloro che hanno rifiutato di versare la somma prevista: "Mi dispiacerebbe", ribadisce ancora una volta l'ospite, "se questo tema fosse oggetto di trattativa economica, perchè mi sembra di capire che il supporto a questa nuova formazione politica che si vuole creare sarà un supporto importante.

Tant'è che viene chiesto un supporto tre volte tanto quanto era richiesto per l'organizzazione Rousseau (si chiedono mille euro ad ogni parlamentare mentre prima se ne chiedevano trecento). E a fine aprile i due terzi dei parlamentari non avevano ancora a aderito a sostenere questa nuova idea di organizzazione politica", conclude Casaleggio.

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