Democrazia all'ungherese

La frizione è su una questione di principio: lo stato della democrazia ungherese e il comportamento del presidente Viktor Orban che preoccupa la Ue.

Democrazia all'ungherese

La frizione è su una questione di principio: lo stato della democrazia ungherese e il comportamento del presidente Viktor Orban che preoccupa la Ue. Perché sempre più spesso in contrasto con le regole scritte delle democrazie che fanno parte dell'Unione. È accaduto che il Parlamento europeo abbia ha approvato una risoluzione che accusa lo Stato magiaro di carenza democratica e di essere e una potenziale minaccia per l'Europa. Fdi e Lega non l'hanno votata mentre Fi lo ha fatto. Inoltre, Silvio Berlusconi ha chiarito che lui e il suo partito possono partecipare solo a governi europeisti e atlantici. Ciò non vuol dire che i due partiti italiani che non hanno votato la mozione contro Orban abbiano vocazioni autoritarie. Ma che Orban le esibisca se ne sono accorti tutti con l'aggravante che oggi mantiene una posizione diversa da quella europea nei confronti dell'invasione dell'Ucraina, condotta con la stessa violenza di quella scatenata nel '56 contro gli studenti e gli operai di Budapest. Si è dunque prodotta una diversità di opinione fra i tre partiti della coalizione, il che è limpido e positivo.

Ma ci sembra che il punto da chiarire sia questo: non bastano le elezioni a rendere democratico un governo, anche se non esiste democrazia senza elezioni. Un governo eletto ma autoritario è una dittatura mascherata e l'Europa ne ha viste abbastanza per non prendere misure di sicurezza.

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