Due belghe investite e uccise. Fermato il pirata della strada

Le ragazze si erano fermate per prestare soccorso, l'uomo le ha travolte ed è fuggito: "Omicidio stradale"

Due belghe investite e uccise. Fermato il pirata della strada

Travolge due turiste uccidendole e fugge a piedi. Francesco Moretti, 40 anni, è stato fermato dalla polizia stradale dopo il drammatico incidente costato la vita a Jessy Dewildeman, 24 anni, e Wibe Bijls di 26 anni, nella capitale per una vacanza. L'uomo è accusato di duplice omicidio stradale aggravato dalla fuga e omissione di soccorso.

È sabato notte sulla bretella, la complanare che dalla Roma-l'Aquila immette sul Grande Raccordo Anulare. Le giovani belghe sono a bordo di una Fiat Panda presa a noleggio dirette a Roma quando assistono a un grave incidente fra due auto. I feriti sono gravi e le due amiche si fermano a prestare aiuto. Sopraggiunge una Smart guidata da Moretti. Secondo una prima ricostruzione della stradale l'uomo viaggia a velocità molto elevata. Il buio, un momento di distrazione, fanno il resto. L'impatto è violentissimo. Una prima vittima viene sbalzata contro la Panda, l'altra finisce nella corsia opposta. Moretti si ferma, ma anziché prestare soccorso fugge via per i campi abbandonando la city car. Ci vorranno 24 ore di indagini, utilizzando anche le telecamere di sorveglianza, perché venga identificato e portato in caserma.

Intanto sul luogo della tragedia, all'altezza di Tor Cervara, arrivano le ambulanze che trasportano i tre feriti, quelli del primo incidente, in ospedale. Per le giovani donne, purtroppo, non c'è nulla da fare. Stavano tornando in albergo Jessy e Wibe, di ritorno da una giornata passata con degli amici a Ferentino, nel frusinate. Originarie di Menen, nella provincia fiamminga delle Fiandre Occidentali, erano compagne di scuola. Assieme hanno frequentato un istituto alberghiero, il Rhizo Hotelschool di Kortrijk. Poi le loro strade si dividono, una diventa capo sala in un ristorante della sua città, l'altra una chef rinomata al Casa Mundo, sempre a Menen. Ma non si erano mai perse di vista tanto da programmare insieme le ferie a Roma. Lo raccontano sui loro profili Instagram con delle brevi storie, ai Musei Vaticani, in giro per il centro della Città Eterna, in provincia. Sempre sorridenti.

In attesa degli esami autoptici i familiari delle ventenni sono stati avvertiti dalla Procura di Roma. Sul profilo Facebook del Casa Mundo la prima reazione in patria: «Siamo profondamente scioccati - scrivono in italiano i gestori -. Abbiamo saputo che Wibe è morta la scorsa notte in un incidente stradale. Wibe, la donna sempre sorridente, amica di tutti. Wibe, ci hai insegnato tanto. Grazie per quello che eri, grazie per averci fatto conoscere, grazie di tutto. Tanta forza alla famiglia e agli amici di Wibe, siamo vicini a voi».

«Ci auguriamo che venga applicato il massimo della pena, 18 anni di reclusione - commenta Domenico Musicco, presidente dell'Associazione vittime della strada -. Uccidere due ragazze che si erano fermate a prestare soccorso e fuggire implica un'applicazione severa della legge».

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