Il fiume dei migranti va avanti: 5.000 al giorno

Sbarchi massicci in Grecia. E da lì veniva uno degli attentatori, conferma Parigi

Il fiume dei migranti va avanti: 5.000 al giorno

È molto facile fare l'equazione rifugiati uguale attentatori» dice il premier Matteo Renzi a margine del summit che si è chiuso ieri Antalya in Turchia, convinto che «se vogliamo aiutarli a casa loro dobbiamo farlo, non basta dirlo». Ma è un dato di fatto che, mentre in Francia e in Europa aumenta l'allarme per possibili nuovi attacchi, la «porta» marittima del vecchio continente continua ad essere praticamente spalancata a chiunque.Ieri mattina al porto greco del Pireo sono sbarcati altri 5000 profughi siriani, giunti nelle ultime ore nelle isole di Mitilini e Chios.

Il rischio di contaminazioni jihadiste nell'Egeo è oggettivamente elevatissimo, dal momento che la maggior parte di loro hanno perso i documenti in mare e possono benissimo dichiarare di essere chiunque senza alcun bisogno di riscontro.Tra l'altro il fil rouge che lega una delle mani stragiste di Parigi alla Grecia è rappresentato proprio dal flusso incontrollato che dalla Turchia si riversa nell'Egeo. Infatti uno dei kamikaze che si è fatto esplodere fuori dallo Stade de France, era passato per la Grecia lo scorso 3 ottobre. Secondo fonti militari elleniche il suo cellulare era stato rinvenuto nel paese lo scorso mese di gennaio, in occasione di un blitz del nucleo antiterrorismo ateniese nel quartiere di Pangrati. Erano i giorni in cui Abou Omar Soussi, il 27enne belga di origine marocchina cresciuto nel quartiere di Molenbeek, a due passi dal centro di Bruxelles, dalla Grecia dirigeva «da regista occulto» la cellula jihadista di Verviers smantellata il 15 gennaio. Un altro fatto è che dal Belgio sono giunte le armi ai terroristi che hanno assaltato la rivista Charlie Hebdo e il market kosher.

Nel frattempo le autorità serbe hanno arrestato un migrante al centro di accoglienza di Presevo in possesso di un passaporto identico a quello trovato allo Stade de France accanto a uno dei kamikaze, ma con la foto di un altro uomo. Un passaggio, quello dell'interlocuzione tra terroristi e migranti, che è stato ribadito anche dal premier slovacco Robert Fico secondo cui «almeno 2 terroristi degli 8 erano migranti, viene dunque confermato lo scenario peggiore, quello cioè degli enormi rischi sul fronte sicurezza, connessi all'ondata dei profughi che arrivano in Europa». Anche se poi c'è chi fa finta di ignorarlo come Barack Obama, che dalla Turchia sottolinea che «chiudere la porta in faccia ai migranti in arrivo», significherebbe «tradire i valori della comunità internazionale». Di contro il leader dell'Fn Marine Le Pen chiede di interrompere l'accoglienza, perché «i nostri timori e i nostri avvertimenti sulla possibile presenza di jihadisti tra i migranti che raggiungono il nostro paese sono dunque una realtà concretizzata da questi attentati sanguinari».Il tutto mentre il presidente turco Erdogan tenta con il vertice andato in scena ieri di ritrovare un ruolo credibile che non ha, visto che non muove un dito per impedire il flusso incontrollato di profughi che dalle coste turche stanno giungendo in Grecia dove il collega Tsipras non riesce a gestirli.

E da Berlino arriva la mazzata finale: creare al più presto centri di accoglienza profughi in Grecia e in Italia, chiede il portavoce del governo

tedesco, Stephen Zaimpert mentre, riferendosi alla proposta greca di installare hotspot in Turchia, ha osservato che esso dovrebbe essere «negoziato con Ankara, e non a livello bilaterale tra gli europei». twitter@FDepalo

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