Il governo francese: "La Tav si deve fare" Toninelli fugge dal retro

Il ministro: «Parigi aspetta l'analisi costi- benefici». Ma la collega Borne lo smentisce

immagine presa da Telenord (Youtube)
immagine presa da Telenord (Youtube)

Prima scappa dal retro per evitare i giornalisti. Poi scrive una nota per sostenere che la Francia si sarebbe allineata al rinvio sine die della Tav chiesto dal governo italiano. Peccato che sia il contrario di quel che la ministra francese ha spiegato dopo l'incontro.

La missione a Bruxelles del ministro Toninelli, alle prese con la patata bollente della Tav, non sembra aver prodotto grandi risultati politici. In compenso aggiunge un nuovo tocco di comicità all'epopea toninelliana. Il ministro delle Infrastrutture all'ora di pranzo è a Bruxelles per vedere la sua omologa francese Elisabeth Borne. Ma dopo il colloquio è solo lei ad uscire dalla porta della sala e incontrare i giornalisti in attesa. Borne spiega che l'Italia chiede tempo per fare la famosa «analisi costi-benefici», sottolinea che la Francia la ha già ampiamente fatta e che la Francia ha tutte le intenzioni di «rispettare gli accordi internazionali», cioè di andare avanti: «E credo sia così anche per l'Italia», aggiunge. Ricordando che Roma deve tenere «ben presente la necessità di non perdere i finanziamenti europei».

Mentre la collega francese parlava, Toninelli si dileguava da un'uscita secondaria, facendo lo slalom tra i tavolini di un ristorante, per evitare le domande dei cronisti italiani. Più tardi, fatte le debite consultazioni, ha diffuso un comunicato trionfale, assicurando che la Francia «ha preso atto dell'impegno formalmente assunto dal nostro governo di ridiscutere integralmente il progetto della linea Torino-Lione», e che «in vista del comune obiettivo» (ossia l'analisi economica, che la Borne ha sottolineato di aver già ampiamente fatto), avrebbe «concordato» sul rinvio dei bandi». Una «interpretazione fantasiosa» del colloquio, attacca il Pd Davide Gariglio (lo stesso che ha pizzicato Toninelli rivelando che la commissione che dovrebbe fare la famosa analisi non è neppure stata nominata), secondo cui «nelle parole della ministra francese non c'è nulla che autorizzi un rinvio indefinito».

Ma la Tav sta diventando un problema politico serio per il M5s, preso di sorpresa dalla grande manifestazione di Torino. Tanto che Di Maio ieri ha convocato la sindaca Appendino a Roma, e annunciato che verrà chiesto un incontro ai promotori, per tentare di ricucire la lacerazione tra la città e il sindaco, nonché il suo partito. Il comitato promotore però fa sapere di voler intanto incontrare Mattarella, quanto al sindaco si vedrà. Appendino reagisce con stizza: «Un brutto segnale di chiusura». Ma presto dovrà pronunciarsi sul documento delle associazioni a sostegno dell'opera, che il Pd annuncia di voler portare in Consiglio comunale come ordine del giorno. E intanto il presidente grillino della Camera Fico liquida l'analisi di Toninelli anticipando il verdetto: la Tav è «obsoleta», quindi «non va fatta assolutamente».

La replica della Lega è impaziente: «Facciamo i calcoli bene, ma se si fa la Tav io sono più contento», dice il viceministro Garavaglia. Una secca bocciatura del governo arriva dal presidente di Assolombarda Bonomi: «La sensazione è che voglia affossare il Nord».

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