Ma grazie all'acciaio l'Italia può essere green. Persi ogni giorno 156 litri per abitante

L'ad di AST: "I fondi Ue per risolvere il problema e non sprecare un bene prezioso"

Ma grazie all'acciaio l'Italia può essere green. Persi ogni giorno 156 litri per abitante

Nella rete degli acquedotti italiani vanno dispersi, ogni giorno, 156 litri d'acqua per abitante. Una situazione drammatica, incrostata dal tempo, che appare legata soprattutto a modelli di gestione lontani da principi di efficienza industriale. L'acqua che usiamo, oltre a non essere spesso adeguatamente trattata, viene in buona parte sprecata: e dire che è il bene più prezioso.

Secondo gli ultimi dati Istat, la media nazionale dello spreco è del 37%, scende nelle grandi città del Nord (26%), in quelle del Centro (34%) e sale al 46% nei capoluoghi del Mezzogiorno. Dal 2014 al 2018 tra le città metropolitane solo Bologna, Firenze, Milano e Torino si sono mantenute sotto il dato medio nazionale di spreco. Per una minima parte (5-10%) la dispersione è fisiologica, per il resto concorrono vetustà degli impianti, corrosione, deterioramento, rottura delle tubazioni o giunti difettosi, oltre a errori amministrativi, di misurazione, imprecisioni dei contatori e allacci abusivi. Un problema complesso che, in periodi di siccità, in alcune zone del Paese può significare persino l'interruzione del servizio.

Il tema oggi può diventare di grande attualità grazie all'ondata di investimenti infrastrutturali che ci aspetta grazie al programma europeo Next Generation, l'occasione per un radicale ammodernamento della rete. I modelli da seguire ci sono già, e portano il nome dell'acciaio inox, il materiale più efficace per sostituire le vecchie tubazioni. L'esempio di Tokio è il più illuminante: nell'arco di 32 anni la città ha sostituito i materiali precedentemente utilizzati per la rete idrica ferro, piombo, plastica con l'acciaio inossidabile. La soluzione ha consentito di ridurre il volume annuo di perdite dal 17% al 2%; un modello seguito da altre grandi città asiatiche, a cominciare da Seoul e Taipei.

L'acciaio inox garantisce bassi tassi di perdita, perché gli acciai inossidabili non soffrono di corrosione uniforme come gli altri acciai o il ferro, corrosione che può creare rottura e guasti nelle condutture. Come spiegano i tecnici dell'International Stainless Steel Forum, autori di ricerche molto dettagliate, l'acciaio inossidabile può operare in sicurezza anche in aree a rischio sismico e assicura igienicità, perché gli acciai inossidabili sono fondamentalmente inerti a contatto con le acque potabili, che conservano la loro qualità e integrità. I componenti in acciaio inossidabile possono offrire inoltre una vita di servizio di anche 100 anni grazie alla loro eccellente resistenza alla corrosione e non necessitano di rivestimenti o di sistemi di protezione elettrochimica. Con benefici anche per l'ambiente: diversamente da quelli non metallici o rivestiti in cemento, i tubi in acciaio inossidabile sono facilmente riciclabili e il loro contenuto di lega è molto valutato.

In Italia la produzione di tubi è una delle eccellenze di Acciati Speciali Terni, azienda leader mondiale nella produzione di acciaio inox, e i particolare di tubi inossidabili di ogni tipo e dimensione. L'azienda 2.325 dipendenti, 1,5 miliardi di giro d'affari, 40% export è una delle più antiche acciaierie in Europa, con 135 anni di esperienza.

«Oggi il nostro Paese sottolinea Massimiliano Burelli, ad di AST - ha la grande opportunità di poter attingere alle risorse messe a disposizione grazie al programma Next Generation EU, che in

parte possono essere destinate a risolvere le emergenze esistenti: quella della tutela dell'acqua ritengo che sia una delle più importanti, dato che non possiamo più permetterci di sprecare un bene scarso e così prezioso».

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