
Vittorio Sgarbi sta male. Però reagisce. Negli ultimi giorni un pochino si è ripreso. È sempre ricoverato al Gemelli ma forse (forse) ha cominciato a progettare qualcosa.
Ieri sera era con la sorella Elisabetta e con Sabrina Colle, che è la sua fidanzata da tanti anni. Elisabetta e Sabrina non lo mollano mai. Nel pomeriggio è andato a trovarlo Ignazio La Russa, il presidente del Senato. È stato con lui più di mezz'ora. «Abbiamo parlato a lungo. Lui diceva poche parole, ma quelle giuste. Teneva bene il filo della discussione. Mi chiedi se era triste. Beh, sì, aveva l'aria malinconica però era sempre Vittorio. Lo sguardo vagava un po' nel vuoto, allora gli gridavo, come faccio io: Vittorio, guardami. Lui alzava gli occhi, erano occhi stanchi, ma erano sempre gli occhi di fuoco di Vittorio. Quelli non cambiano mai».
È da qualche mese che Vittorio Sgarbi sta male. È in gabbia. Travolto dalla depressione. Per la verità, forse, è quasi un anno che ha iniziato a star male. Vogliamo dire la verità? Probabilmente il colpo che ha scatenato la depressione è stata la randellata politica, cioè il colpo basso della campagna di stampa che lo ha costretto alle dimissioni da sottosegretario. A Sgarbi due cose non gliele puoi togliere: l'arte e la politica. Beh, lo hanno colpito proprio al cuore. Sull'arte e sulla politica.
La Russa dice che però i medici gli hanno detto che sta migliorando. Nei giorni scorsi aveva sfiorato il fondo del fondo della depressione. Che è una bestia feroce, se ti prende ti divora, vuole annientarti. «Gli ho detto che abbiamo bisogno del suo aiuto, anche per un lavoro preciso che riguarda l'arte», dice La Russa. Come ha reagito? «Beh, mi ha guardato. E quando ti guarda capisci che bisogna fare di tutto per tirarlo fuori dal pozzo.
Sì, sì, perché gli vogliamo bene, ma anche perché ci serve, abbiamo bisogno del suo cervello, del suo sapere, e della sua capacità di guardarti negli occhi e di farti capire tante cose. Deve tornare al più presto ad essere la pantera di sempre».
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