
La domanda è facile facile, e gliela ripetono almeno in sette, tra i cronisti: «Segretaria, domani va in piazza da Conte?».
Ma niente, la risposta - a dodici ore dall'adunata anti-Ue dei 5S, inzeppata di «trombettieri della Zakharova», come li ha bollati Francesco Merlo su Repubblica - non le esce. «Il Pd partecipa con una sua delegazione perché abbiamo molti punti in comune come la forte critica al riarmo Ue. Ci sono anche punti di distanza come il supporto all'Ucraina (hai detto niente, ndr) però c'è convergenza e siamo alleati quindi portiamo attenzione in piazza al netto delle differenze perchè siamo testardamente unitari». Chiaro?
Mentre Arnaldo Forlani si rigira nella tomba, i cronisti insistono: «Ci va o no?». E lei ricomincia: «Il Pd partecipa con una sua delegazione perchè abbiamo molti punti in comune come la forte critica al riarmo e alle proposte Ue etc, etc».
I cronisti alzano bandiera bianca, i dirigenti Pd, che aspettavano una decisione, pure. «Non abbiamo capito», confessavano ancora ieri pomeriggio nelle alte sfere. Schlein parla d'altro: «La separazione delle carriere è un attacco alla democrazia, lo ho capito sentendo i comizi di Bernie Sanders». E ancora: «Contro i dazi ci vorrebbe un piano da 14 miliardi come quello di Sanchez, ma Meloni li ha buttati per il ponte di Messina» (Per non dire dei 160 buttati per il 110% di Conte).
La verità è che la leader Pd, che ieri ha convocato un conclave di partito al Museo Cervi di Gattatico, per attirare i riflettori alla vigilia della kermesse contiana, si è tormentata fino all'ultimo per capire cosa fare. Andare a omaggiare Conte in piazza, rischiando di apparire una gregaria del capo 5S, e di beccarsi pure fischi e insulti dal podio della manifestazione, visto che all'Europarlamento, solo due giorni fa, il Pd - con molti equilibrismi dialettici - ha votato «sì» al piano di riarmo cui lei si dice contraria? O disertare e mandare qualche volenteroso a marcare il territorio? I 5S, modello Sir Biss nel Robin Hood di Walt Disney, la tentavano: «Elly venga, dimostri di condividere i nostri valori, nessuno la fischierà», giurava il capogruppo Riccardi.
Alla fine Schlein non se la è sentita: ieri sera ha annunciato telefonicamente a Giuseppi che manderà una delegazione, pregandolo di trattarla bene.
Per non far torto a nessuno non andrà neppure a Bologna, dove domenica, con la benedizione di Romano Prodi, si terrà un bis della manifestazione «pro Ue» organizzata da Repubblica. Stavolta, spiega il Comune di Bologna, a spese di «soggetti privati» e non del municipio, come avvenne a Roma.
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