Lampedusa ridotta allo stremo. Clandestini in fuga dall'hotspot

Gli sbarchi a Lampedusa si fermano grazie al maestrale che soffia forte intorno all'isola, ma la situazione migranti non accenna a risolversi

Lampedusa ridotta allo stremo. Clandestini in fuga dall'hotspot

Gli sbarchi a Lampedusa si fermano grazie al maestrale che soffia forte intorno all'isola, ma la situazione migranti non accenna a risolversi. La Azzurra, la nave quarantena che ieri ha preso a bordo 350 tunisini, ha attraccato ieri al porto di Trapani, ma l'hotspot di Contrada Imbriacola rimane pieno, con i migranti che fuggono sotto agli occhi degli uomini delle forze dell'ordine e delle forze armate, allo stremo a causa del super lavoro. «Usciamo senza autorizzazione - ci racconta un libico - perché dentro al centro ci danno da mangiare roba che non ci piace. Allora andiamo in centro a prendere del pane. Io sono un rifugiato, sono gay e vorrei andare a Torino. Combatto per i diritti Lgbt. Sono laureato in legge e vorrei che il governo italiano prima o poi decidesse di farci assumere qui». Un tunisino fuggito «dalla giustizia» ci racconta che vuole andare in Norvegia a trovare la figlia. «Ho pagato il viaggio 2.500 euro - specifica - e non mi importa di essere illegale. Le leggi italiane sono permissive». L'ex senatrice Angela Maraventano, coordinatrice locale della Lega, sottolinea come «l'isola prima fosse un paradiso. Adesso - dice - così non si può vivere. Serve il blocco navale per fermare gli sbarchi». Il tutto mentre è stato messo online il nuovo avviso pubblico finalizzato al noleggio di un'altra nave quarantena che sarà adibita alla gestione dei migranti.

«La procedura di noleggio - ha detto alcuni giorni fa il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese - si è finalmente conclusa e dovrebbe essere operativa già domenica

notte. Le prime gare erano andate deserte perché d'estate le navi sono impegnate per i collegamenti con le isole. Ora, con una nuova gara, stiamo lavorando per una seconda nave da posizionare davanti alle coste calabresi».

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