Lawrence, cappotto alle femministe

Lawrence, cappotto alle femministe

Quando è troppo è troppo. Jennifer Lawrence ha usato Facebook per replicare all'esercito degli indignados antisessisti, i novelli castigatori del corpo femminile. A scatenare una tempesta di critiche sono state le foto in cui l'attrice 27enne, in occasione del lancio del suo ultimo film Red Sparrow, compare in uno scollato abito lungo su una terrazza londinese, all'aperto, insieme a uomini in indumenti adatti ad affrontare le rigide temperature invernali.

I cultori del politicamente corretto hanno prontamente rimbrottato la giovane star di Hollywood che, a loro inappellabile giudizio, si sarebbe piegata al sessismo dominante mostrandosi con le braccia scoperte, uno spacco vertiginoso e un paio di sandali aperti nel gelo di Londra. Secondo costoro, la Lawrence si sarebbe dovuta avvolgere in un cappotto, magari con sciarpa e guanti, per coprire i centimetri di pelle nuda e apparire, soltanto allora, su un level playing field con i colleghi maschi. Parità d'abbigliamento, altroché. Lei invece, essendo femmina e un pizzico vanitosa, ha preferito ostentare la propria dirompente bellezza in un abito Versace mozzafiato.

E per sgombrare il campo dagli equivoci, proprio lei, che è pure tra le fondatrici del movimento Time's up contro le molestie, ha scritto sul popolare social network: «Non è solo del tutto ridicolo ma ne sono estremamente offesa. Il vestito era favoloso: perché avrei dovuto coprire quella meraviglia con un cappotto e una sciarpa? Sono stata all'aperto solo cinque minuti e per quell'abito avrei affrontato anche la neve perché amo la moda». Shut up, chiudete la bocca. La Lawrence ha scelto di soffrire il freddo, per qualcuno avrà peccato di vanità, ammesso che esista un tal peccato, quel che è certo è che l'esibizione della bellezza esteriore è una prerogativa personale, è libero arbitrio, il bene più prezioso di tutti. Per giunta, l'idea, questa sì sessista, che la parità si raggiunga attraverso l'annientamento della femminilità e l'adeguamento passivo al modello maschile è semplicemente assurda.

«Esagerare su tutto ciò che qualcuno dice o fa, creare polemiche su sciocchezze innocue come quello che scelgo di indossare o non indossare, non ci fa andare avanti - ha scritto l'attrice - Al contrario, ci distrae da ciò che è davvero importante. Datevi una regolata: tutto ciò che indosso è una mia scelta. E se decido di aver freddo, è pur sempre una mia scelta». Più chiaro di così...

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