Migranti, Putin contro Varsavia "Tradisce gli ideali dell'Europa"

Attacco all'Ue: "Violati i diritti umani, Mosca non c'entra". Londra: "Mai stato così alto il rischio di guerra accidentale"

Migranti, Putin contro Varsavia "Tradisce gli ideali dell'Europa"

Il rischio di un conflitto accidentale con la Russia non è mai stato così alto, nemmeno durante i decenni della guerra fredda. A dirlo a Times Radio è stato il capo delle forze armate inglesi, il generale Sir Nicholas Carter, che ha messo in guardia sul rischio che l'intensificarsi di comportamenti bellicosi, politici e militari, porti a errori di calcolo fatali dalle conseguenze incontrollabili.
Le riflessioni di Carter, intervistato per la ricorrenza del Remembrance day il giorno di commemorazione del sacrificio dei cittadini del Commonwealth durante (ma non solo) i due conflitti mondiali si inseriscono nella ragnatela più ampia di tensioni crescenti nell'est europeo. La crisi migratoria al confine tra Bielorussia e Polonia, dove migliaia di persone attendono al gelo sperando di poter entrare in Unione Europea, rientra nel confronto più ampio tra Mosca e l'Europa per il predominio regionale. Londra, nell'ambito di un intervento a guida Nato, ha inviato un manipolo di genieri per aiutare le autorità polacche a rinforzare le reti di confine. La Lituania, che condivide un esteso confine con Minsk, ha inviato truppe alla frontiera per gestire un eventuale riposizionamento della crisi. Dall'altra parte della staccionata, negli ultimi giorni bombardieri russi stanno sorvegliando lo spazio aereo bielorusso. Un intensificarsi di attività e manovre contrapposte che, nei timori di Carter, potrebbe facilmente sfuggire di mano: «Molti dei tradizionali strumenti e meccanismi diplomatici della Guerra Fredda non ci sono più. E senza questi il rischio è più grande».


L'obiettivo di Carter è la Russia, la minaccia più grave per Londra, come indicato nella recente revisione delle linee guida di politica estera. Un nemico ostile, mentre Pechino è stato classificato come un avversario. Per intravedere il placet russo dietro le manovre di Minsk non bisogna dotarsi di sfere particolarmente magiche. La Bielorussia è uno stato vassallo di Mosca, il potere di Lukashenko dipende totalmente dall'appoggio di Putin, come evidenziato anche dall'intervento russo durante le proteste popolari seguite alle elezioni bielorusse del 2020. Qualche giorno fa il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, ha esplicitamente accusato il Cremlino di essere il burattino che tira le fila della crisi umanitaria in corso. Accusa ripetuta da altri esponenti europei ma respinta ieri da Putin, che ha parlato di comportamenti polacchi non in linea con le idee umanitarie alla base dell'Unione. Parole che suonano sarcastiche, ma anche rivelatrici degli sforzi russi per evidenziare l'ipocrisia di chi spesso addita Mosca di fregarsene dei diritti delle persone, salvo poi comportarsi non molto diversamente. Non solo. Putin ha anche definito le attività delle forze Nato e americane nel Mar Nero rappresentano «una grave sfida» per la Russia. Preciso avviso ai naviganti.


A dipingere un quadro ancora più complesso, è giunta la rivelazione di Bloomberg secondo cui gli Usa hanno avvertito Bruxelles che la Russia starebbe ammassando decine di migliaia di truppe al confine ucraino e si preparerebbe all'invasione. La notizia segue la diffusione a inizio novembre di foto satellitari che testimoniano l'ammassarsi di veicoli e materiale militare russo in località prossime al confine. La Russia è sempre stata critica nei confronti della cooperazione militare tra Nato e Minsk e si oppone all'entrata di Georgia e Ucraina nell'Alleanza: non potrà mai accadere, ha dichiarato Putin in ottobre.

Non è la prima volta che si registra un inusuale intensificarsi di attività di truppe russe al confine, successe anche lo scorso marzo quando la crisi rientrò dopo colloqui bilaterali tra Mosca e Washington. Se ora Putin muove in Bielorussia per avere più margine in Ucraina, il numero di variabili da gestire sale pericolosamente. E non tutte sono controllabili, avverte il generale Carter.

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