Notte prima degli esami. E la maturità è "smascherata"

Tornano gli scritti (senza dispositivi di protezione) dopo due anni di Covid. Bianchi: "Andiamo verso la normalità"

Notte prima degli esami. E la maturità è "smascherata"

E alla fine il gran giorno è arrivato. Preceduto dalla gran notte, quella di stasera. La notte prima degli esami, da cantare, da patire, da rivivere sul grande schermo o negli incubi notturni anche anni e anni dopo. Tutto normale. O quasi. Domani 539.678 ragazzi alle 8,30 si siederanno al loro banchino pronti (almeno è quello che sperano...) a scoprire le tracce che il ministero ha preparato per loro. Un piccolo esercito di pionieri con 522.873 candidati interni, con 92.828 studenti dagli istituti professionali, 167.718 dagli Istituti tecnici e 262.327 dai Licei. È l'anno del ritorno agli scritti, dopo i due anni di stop per l'emergenza Covid. Quello di italiano, domani, predisposto a livello nazionale e quindi uguale per tutti e la prova specifica per ogni indirizzo (giovedì) e affidata ai singoli istituti, in modo da tenere conto di quanto effettivamente svolto durante un anno ancora non proprio a regime. Quindi, nei licei, latino al Classico e matematica allo Scientifico. Un anno di «normalità quasi raggiunta» come ha sottolineato ieri il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi con i due scritti e l'orale, ma tenendo conto «del percorso fatto in questi anni», a cui sarà attribuito «quasi il 50% della votazione». «Normalità» data anche (e per fortuna) da volti certo per alcuni giorni non troppo sorridenti, ma senz'altro smascherati, finalmente, per un rito a parere di molti anche abbondantemente superato. Basti pensare che ormai da 25 anni questo esame di studio matto e disperatissimo di leopardiana memoria, di occhiaie, carnagioni slavate fino a luglio inoltrato, non si chiama neanche più Maturità, ma semplicemente esame di Stato. Eppure con i suoi quasi 100 anni sulle spalle (l'esame è stato introdotto nel 1923) fa fatica a guardare al futuro.

Intanto qualcosa di nuovo c'è. Ed è la prima prova, quella di domani, il tema di italiano rinnovato nel 2019 e inaugurato quello stesso anno, bloccato poi per i due anni successivi che torna domani nella sua forma rinnovata. Il tema non è più libero, carta bianca per pensieri a briglia sciolta, ma richiede di mettere alla prova la capacità di argomentazione e prima ancora quelle di comprensione. «Quanto alla scelta delle tracce abbiamo coscienza che ci sono stati momenti difficili e sono tracce che inducono molto al ragionamento», ha precisato ieri il ministro Bianchi che ha invitato i ragazzi «a ragionarci e a farlo anche sul loro vissuto». Il professore Luca Serianni, linguista e padre della riforma della prova italiano, tra i tanti e preziosi consigli che ha dato (li trovate sul sito del ministero e vale la pena darci una sbirciatina stasera prima della tazza di camomilla...) ne dava uno da mettere in pratica prima degli altri: non avere fretta di scegliere, ma combattere l'ansia da pagina bianca e spendere la prima mezz'ora di tempo a leggere tutte le tracce. Poi «capire» bene la consegna e seguire una «coerenza argomentativa», non scrivere cioè in poche parole senza capo né coda, uno degli errori che a suo parere, sono tra i più frequenti. Se c'è infatti domani una cosa che non mancherà è il tempo: 6 ore a disposizione.

E neppure la scelta: proposte sette tracce con tre diverse tipologie e cioè analisi e interpretazione del testo letterario, analisi e produzione di un testo argomentativo, riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità.

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