Nuovo eco blitz. Gli attivisti imbrattano un altro Monet

Due eco-attiviste sono state fermate per aver imbrattato un dipinto di Monet, Il giardino dell'artista a Giverny, custodito al Museo Nazionale di Stoccolma

Nuovo eco blitz. Gli attivisti imbrattano un altro Monet
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Due eco-attiviste sono state fermate per aver imbrattato un dipinto di Monet, Il giardino dell'artista a Giverny, custodito al Museo Nazionale di Stoccolma. Hanno lanciato pittura rossa contro l'opera e si sono poi attaccate alla cornice per lasciare le impronte delle loro mani. Il gesto è stato rivendicato dall'associazione Restore Wetlands, attiva nella lotta per un pianeta sostenibile e per la prevenzione dei cambiamenti climatici del futuro. «Le donne, di età compresa tra 25 e 30 anni, sono state arrestate» hanno affermato le autorità locali. Fortunatamente il quadro è protetto da un vetro, quindi il danno provocatorio non ha rovinato la tela.

Il collettivo, che rifiuta la definizione di 'ambientalista', è protagonista di numerose manifestazioni contro il cambiamento climatico che sono state veicolate prendendo di mira famose opere d'arte, quasi sempre senza danni. Ma con una frequenza regolare nei pmusei più celebri d'Europa.

Dalla Primavera di Botticelli agli Uffizi al quadro di Klimt a Vienna. I precedenti contro le opere d'arte più celebri sono parecchi: il blitz degli attivisti di Just Stop Oil contro il famosissimo dipinto di Vincent Van Gogh, i Girasoli, imbrattato con zuppa di pomodoro, il lancio di purè di patate contro il Pagliaio di Claude Monet in Germania, un dipinto a olio su tela esposto al Museo Barberini di Potsdam.

«La gente è affamata, sta morendo, siamo dentro una catastrofe climatica e voi vi preoccupate di una zuppa di pomodoro o di un po' di purè su un dipinto. Sapete di cosa abbiamo paura noi? Del fatto che la scienza ci dice nel 2050 non saremo più in grado di sfamare le nostre famiglie. Serve davvero del purè per farci ascoltare? Questo dipinto a breve non avrà molto valore in una società costretta combattere per il cibo» sono le spiegazioni date dagli attivisti.

Attivisti che per ora

sono l'incubo dei musei: eludono con facilità la sicurezza, agiscono con blitz occasionali, cambiano destinazione e autore da imbrattare. E nei fatti rischiano di danneggiare un patrimonio artistico dal valore inestimabile.

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