Sisma, il governo impedisce a volontari e vigili di votare

Niente voto per chi è in Centro Italia ad aiutare sfollati e ricostruzione. Urne aperte solo per militari, polizia e pompieri

Sisma, il governo impedisce a volontari e vigili di votare

Avete voluto rimboccarvi le maniche e partire per Amatrice e per gli altri luoghi devastati dal terremoto? Peggio per voi, non voterete al referendum. Domenica prossima, quando milioni di italiani saranno chiamati alle urne per decidere il destino della riforma costituzionale voluta da Matteo Renzi, una categoria di cittadini sarà esclusa dal voto: e sono proprio forse i più meritevoli, quelli che quel giorno lo passeranno lontano da casa a sgobbare per la ricostruzione del doposisma.

Alle forze di polizia presenti sul posto, il ministero degli Interni garantirà la possibilità di accedere ai seggi elettorali. Ma verranno esclusi da questa possibilità non solo i volontari delle tante onlus intervenute ad Amatrice e dintorni, ma persino gli appartenenti alla polizia locale. Da molti comuni d'Italia sono partite in queste settimane pattuglie di vigili urbani incaricati di gestire gli aiuti raccolti nelle città di provenienza per la popolazione terremotata. Ma poiché non sono tecnicamente considerati una forza armata, a loro sarà impedito manifestare il loro voto sulla riforma. Neanche i pompieri, a dire il vero, sono militari: ma loro potranno votare.

A rendere nota la inverosimile decisione è stata la prefettura di Rieti, con una lettera inviata agli uffici elettorali di Amatrice e Accumoli, nonchè all'Anci, l'associazione nazionale dei Comuni. Nella missiva, firmata dal viceprefetto Grieco, si legge che "in relazione al quesito formulato in data 27.10.2016 avente ad oggetto l'ammissione al voto degli elettori che prestano la propria attività di soccorso alla popolazione dei comuni colpiti dal sisma" si è deciso che "i militari e gli appartenenti alle forze di polizia e al corpo nazionale dei vigili del fuoco possono esercitare il diritto di voto, previa esibizione della tessera elettorale, in qualsiasi sezione del comune in cui si trovano".

La logica vorrebbe che la stessa possibilità fosse estesa ai vigili urbani e ai volontari: invece la stessa lettera aggiunge che "le disposizioni attualmente vigenti, non suscettibili di estensione analogica, non consentono allo stato l'ammissione al voto, con analoga procedura, del personale della polizia municipale e del volontariato".

Una decisione che ha seminato lo sconcerto tra i tanti vigili, come quelli del Comune di Milano, partiti per i luoghi della tragedia: che magari non si aspettavano il "grazie" del governo ma neppure di venire privati di un loro diritto costituzionale.

"È avvilente continuare a lavorare in questo modo - dice Fabrizio Caiazza, vigile milanese e sindacalista della Uil - chiediamo al governo di chiarire finalmente il nostro ruolo"

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