Il piano casa di Berlusconi: stop al codice degli appalti

Il Cavaliere ai suoi: "La nostra ricetta del 2008 è vincente. Cantieri aperti con il modello Genova"

Il piano casa di Berlusconi: stop al codice degli appalti

«Per la ripresa dell'economia servono un grande Piano casa e un grande Piano infrastrutture». È questa la prima ricetta di Silvio Berlusconi per la fase tre. Il leader di Forza Italia ne ha parlato venerdì sera durante l'intervento alla Web School di Forza Italia per la formazione dei giovani, organizzata dagli azzurri Alessandro Cattaneo e Marco Bestetti: a questo primo appuntamento hanno partecipato quattrocento persone.

Secondo il presidente di Forza Italia, c'è una conditio sine qua non per riavviare i cantieri sia dell'edilizia privata che di quella pubblica, anzi ce ne sono due: «La prima, per l'edilizia privata: passare dalle autorizzazioni preventive ai controlli ex post a costruzioni realizzate. La seconda per l'edilizia pubblica: cambiare il codice degli appalti sostituendo le norme attuali con quelle che hanno consentito la realizzazione del ponte Morandi a Genova in tempi straordinariamente brevi». Ha aggiunto: «Solo così si renderà possibile realizzare un grande piano di infrastrutture per completare le troppe opere pubbliche in sospeso, per ammodernare quelle esistenti e per realizzarne di nuove. Si deve sempre tener presente che il nostro Paese sconta una forte carenza infrastrutturale che arriva al 50% nei confronti di Spagna, Francia e Germania. Questo comporta per le imprese italiane un maggior costo del 18% della logistica rispetto alle imprese dei citati Paesi».

Berlusconi ha ricordato che per il Piano casa il modello è «quello realizzato dal governo del centro destra nel 2008, che rilanciò la domanda e consentì a molte famiglie italiane di dotarsi di abitazioni più confortevoli, ecologiche e sicure». Nel 2020 come nel 2008, resta convinto che «le costruzioni, oltre ad essere un fattore indispensabile per la modernizzazione del Paese, sono uno straordinario volano per l'economia. Dicono i francesi Quand le bâtiment va, tout va». Commenta Giorgio Mulè, portavoce dei gruppi di Forza Italia: «I numeri raccontano la verità: 1 miliardo investito nell'edilizia e nelle ristrutturazioni genera 3 miliardi di ulteriore reddito, genera soprattutto 17.000 posti di lavoro, 11.000 nelle costruzioni e 6.000 nell'indotto. Se nel 2006 il numero di abitazioni vendute fu di 845.000, nel 2019 è stato di circa 600.000. Abbiamo praticamente dimezzato negli ultimi 14 anni il numero di case vendute perché la casa come bene primario non è stato posto al centro dell'azione economica dei governi che si sono succeduti. Non è con un bonus una tantum che si rilancia un settore strategico».

È intervenuta la capogruppo a Montecitorio, Mariastella Gelmini: «Alla Camera abbiamo presentato la pdl Semplifica Italia, una proposta anti-burocrazia per snellire le leggi e per gettare le basi di un vero rilancio del nostro Paese. Tra i punti fondanti la nostra proposta c'è proprio una riforma organica del Codice degli appalti, da rivedere insieme al ruolo dell'Anac. Ci aspettiamo la partecipazione costruttiva da parte di tutte le forze politiche». Sul tema è anche arrivata una nota della presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini.

«La drastica riforma del codice degli appalti doveva essere il primo intervento della fase due per far ripartire il Paese, ma la maggioranza è bloccata dai veti ideologici e non lo ha fatto perché il Pd è contrario e il M5S diviso».

La Web School di Forza Italia prevede quindici appuntamenti. Nel corso dei prossimi tre si parlerà di sport, giustizia e economia.

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