
Alla fine, tra i progressisti, è ancora valido l'adagio nannimorettiano. Non il «D'Alema dì una cosa di sinistra» di Aprile, ma il «mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?» di Ecce Bombo. La segretaria del Pd Elly Schlein, a due giorni dalla piazza pacifista di Giuseppe Conte (nella foto), si trova proprio in questa ultima situazione, descritta nella celebre telefonata del film di Nanni Moretti. E, dunque, il dilemma. Andare o non andare? Questo è il problema. Ecco la situazione: il Pd potrebbe presenziare con Schlein, mandare una delegazione oppure non partecipare affatto al corteo anti-riarmo di Conte. Una timida apertura, dal fronte degli schleiniani, si registra dal capogruppo al Senato Francesco Boccia. «Il Pd farà le sue valutazioni nelle prossime ore, è una valutazione che farà la segretaria», pattina Boccia. E se i riformisti non ci pensano proprio e la sinistra dem è divisa tra chi vuole timbrare il cartellino e chi no, un'apertura a sorpresa alla manifestazione dei pentastellati arriva dal governatore della Campania Vincenzo De Luca. «La sostengo assolutamente, arriva perfino in ritardo per quanto mi riguarda», spiega De Luca, storico arcinemico dei fu grillini. Che sabato, però, non sarà a Roma soltanto perché impegnato al Vinitaly a Verona. «Mi interessa che ci sia quanta più gente a combattere per la pace, non guardo le bandiere o le sigle», aggiunge. Ed è solo l'ennesima delle convergenze parallele a sinistra, scatenate dalla piazza anti-riarmo convocata da Conte. Con il leader del M5s ci saranno, tra i leader politici, anche Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, a rinsaldare quell'asse di quella che alcuni pentastellati, in Transatlantico, chiamano già della «sinistra anti-sistema». «Sabato saremo in piazza a Roma per dire no a questo piano di riarmo, voluto da Ursula von der Leyen e fortemente sostenuto da Giorgia Meloni. Denunceremo che è una follia buttare 800 miliardi in armamenti, riarmare i singoli Stati e ingrassare le lobby delle armi, mentre gli italiani non riescono a pagare le bollette e a curarsi, mentre le nostre imprese sono in ginocchio», chiama alla battaglia Conte, che sembra infilare il dito nelle tante piaghe di un Pd in pieno psicodramma. Il Pd? «Auspico sia in piazza con noi».
Nel frattempo, tra i pentastellati in Parlamento regna l'ottimismo. «Possiamo anche superare i 10mila partecipanti», è il refrain. A dar manforte i pullman e treni a prezzi scontati organizzati dal M5s, ma un aiutino potrebbe arrivare anche dall'appello della tiktoker di Napoli Rita De Crescenzo.
«Snob criticare il suo video», rilanciano alcuni pentastellati. In scaletta, in quota società civile, ci saranno Marco Travaglio, il direttore di Greenpeace Italia, lo storico Alessandro Barbero, il saggista Tomaso Montanari. L'incognita è il Pd.
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