Il premier del Kosovo: "La Serbia vuole la guerra"

Tensione alle stelle tra Serbia e Kosovo. Un consiglio di sicurezza nazionale è stato convocato dal presidente della Serbia

Il premier del Kosovo: "La Serbia vuole la guerra"

Tensione alle stelle tra Serbia e Kosovo. Un consiglio di sicurezza nazionale è stato convocato dal presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, dopo che - questa la motivazione - il primo ministro del Kosovo, Albin Kurti, ha minacciato di intervenire contro i blocchi stradali dei manifestanti serbi nel nord est del Kosovo.

Dopo l'attacco contro la missione europea Eulex nel Paese balcanico, nonostante le cancellerie occidentali moltiplichino gli appelli alla calma, la notte tra sabato e domenica è stata infiammata da barricate e blocchi stradali della popolazione serba locale, per protestare contro l'arresto, da parte della polizia del Kosovo, di un agente serbo accusato di terrorismo e sovversione. Il premier kosovaro Albin Kurti ha accusato la Serbia di minacciare una nuova guerra con l'invio di proprie truppe nel Kosovo, e di appoggiare gruppi criminali le cui attività illegali destabilizzano continuamente la situazione nel nord. Kurti ha detto che il suo governo vuole un futuro democratico e prospero per il Kosovo mentre la Serbia vuole tornate al passato segnato dalla guerra. «La militarizzazione della Serbia nel corso degli anni ci ha portato a questa situazione», ha spiegato Kurti. «La dirigenza di Belgrado oggi parla e si comporta come 23 anni fa ed è guidata dagli stessi politici, come Vucic, ex ministro della propaganda di Slobodan Milosevic, e il ministro degli esteri Ivica Dacic, ex portavoce di Milosevic», ha detto il premier. Nel 1999 si concluse la guerra con il ritiro delle truppe serbe e l'ingresso della Forza Nato, Kfor.

Dopo l'invito della Ue ai serbi del Kosovo a porre fine alle loro proteste con barricate e blocchi stradali, la premier serba Ana Brnabic ha invitato Bruxelles e i Paesi del Quint (Usa, Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia) a cercare di capire il perché delle proteste.

«È interessante vedere come da parte loro (Ue e Quint) non vi siano così tanti interventi su arresti illegali di serbi o sulla violazione degli accordi di Bruxelles con la polizia kosovara che fa irruzione in Comuni a maggioranza serba nel nord pesantemente armati», ha detto Brnabic, ricordando che gli attacchi contro i serbi sono aumentati del 50% da quando Kurti guida il Kosovo. Per le persone sulle barricate - spiega la premier serba - «questo è l'unico modo per essere ascoltati».

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