Putin dichiara guerra a Scholz. Dagli Usa sì alla Corte speciale

Dopo i Leopard il Cremlino accusa il "coinvolgimento diretto". Biden smette di condividere i dati sulle atomiche

Putin dichiara guerra a Scholz. Dagli Usa sì alla Corte speciale

La consegna, due giorni fa, dei primi carri armati Leopard 2 promessi al presidente Voldymyr Zelensky dalla Germania (oltre ai tre arrivati ieri dal Portogallo) ha fatto storcere la bocca a Mosca, rammaricata della decisione di Berlino di intensificare gli aiuti militari all'Ucraina (aumentando da 3 a 15 miliardi la spesa per l'assistenza militare a Kiev nei prossimi anni, ndr). «La Germania è sempre più coinvolta nel conflitto ucraino», ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sottolineando come le relazioni tra i due Paesi «lascino molto a desiderare» e la decisione di Berlino «non sia di buon auspicio».

La Russia ha inoltre denunciato l'uso da parte delle forze di Kiev di bombe Glsdb recentemente fornite dagli Stati Uniti, una prima conferma della consegna di armi ritenute cruciali per la controffensiva ucraina. È stato il ministero della Difesa di Mosca a far sapere che la difesa aerea ha abbattuto uno di questi micidiali razzi plananti, con una piccola bomba attaccata e una gittata di oltre 150 chilometri. Un'arma di estrema precisione, che ha il vantaggio di poter essere lanciata da sistemi missilistici terrestri che si possono spostare rapidamente, dunque difficili da colpire per il nemico. Mentre combatte in Ucraina, la Russia sta anche intensificando le attività in Estremo Oriente. Il ministero russo della Difesa ha infatti annunciato di aver effettuato un test di missili antinave nel Mar del Giappone: due imbarcazioni hanno lanciato un attacco simulato contro una finta nave da guerra nemica a circa 100 chilometri di distanza, colpita «con successo» da due missili supersonici da crociera Moskit, con capacità di testate convenzionali e nucleari. Significativo che le esercitazioni della flotta russa del Pacifico arrivino una settimana dopo la visita a sorpresa in Ucraina del primo ministro giapponese, Fumio Kishida. Lo stesso giorno due bombardieri strategici russi, in grado di trasportare armi nucleari, avevano sorvolato le acque al largo delle coste giapponesi in quello che Mosca aveva definito un «volo pianificato».

Al fronte continuano i combattimenti, soprattutto nell'area di Bakhmut, nell'Ucraina orientale, luogo della battaglia più sanguinosa dall'inizio dell'invasione russa, dove il grosso delle truppe di Kiev si sarebbe ritirato dalla fabbrica Azom e le forze russe starebbero «avanzando». Almeno è quello che sostengono i filorussi del Donetsk. C'è da dire che le descrizioni ucraine e occidentali della situazione in quest'area sono molto diverse: secondo Kiev, infatti, lo scontro per conquistare la città si starebbe stabilizzando, mentre l'offensiva russa vacillerebbe. Anche se la Cnn ha mandato in onda le immagini di un video, girato da un drone, che fanno vedere solo fumo e macerie. L'esercito di Putin sta guadagnando terreno verso Avdiivka, città del Donetsk che rischia di diventare una seconda Bakhmut. «Sta per essere cancellata dalla faccia della terra», ha detto Vitaliy Barabash, capo dell'amministrazione militare della città. Esplosioni e incendi sono stati segnalati lunedì sera a Kiev, provocati da un attacco di 15 droni kamikaze di fabbricazione iraniana, 14 dei quali sono stati abbattuti. Un drone si è schiantato anche vicino alla capitale russa, in un'area chiamata Nuova Mosca. Si tratterebbe di un velivolo artigianale, dipinto di giallo e blu, con scritto sulle ali «Gloria all'Ucraina».

Mentre a Washington si parla di pace al summit per la democrazia e il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, chiarisce che l'Ucraina la accetterà solo «se garantirà la cessazione completa dell'aggressione russa», gli Stati Uniti rispondono alla decisione di Mosca di sospendere la sua partecipazione al nuovo trattato Start di riduzione delle armi strategiche interrompendo lo scambio di dati con la Russia sulle forze nucleari.

«È la prima azione che abbiamo intrapreso all'interno del trattato in risposta alla sospensione della Russia, il nostro obiettivo è incoraggiarla a tornare al rispetto dell'accordo», ha detto un alto dirigente dell'amministrazione Biden. Di ieri la notizia che gli Stati Uniti sostengono la creazione di un tribunale speciale per perseguire il crimine di aggressione dell'Ucraina. Un'idea promossa dalla Ue.

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica