La ricetta di Schifani: "Subito una task force sul Pnrr"

Il neo presidente: "Puntiamo su competenza, lavoro e lotta alle infiltrazioni della mafia"

La ricetta di Schifani: "Subito una task force sul Pnrr"

C'è fermento a Palazzo d'Orléans, a Palermo, sede della Presidenza della Regione siciliana. Per le stanze riecheggia la parola «competenza». È il mantra dell'appena eletto nuovo presidente, Renato Schifani, che, con il 42% dei consensi, mette in cantiere «una vittoria schiacciante di tutto il centrodestra». La proclamazione a presidente avverrà a giorni, ma per l'Ars servirà più tempo perché in alcune sezioni bisognerà ricomputare le schede. Schifani è già all'opera per designare i 12 assessori (di cui almeno 4 donne) su cui ancora non è pronto a fare nomi. Di una cosa però è certo: il nuovo governo deve essere «competente» e questo velocizzerà l'avvio dei lavori.

«Saranno assessori politici esperti dell'indirizzo di cui dovranno occuparsi dice -. Niente tuttologi. Per questo si potrà partire subito. La trattativa per la formazione del nuovo governo rispetterà i rapporti di forza dei partiti che, tra l'altro, hanno tutti superato lo sbarramento». La priorità per il nuovo presidente è «dare lavoro ai giovani». Per realizzare l'obiettivo bisognerà lavorare su più fronti: «Innanzitutto snellendo le procedure attuali per ottenere le autorizzazioni che finora, da quanto riportato dai corpi intermedi incontrati in campagna elettorale, bloccano chi ha intenzione di investire nel lavoro in Sicilia». Altro tema scottante è la sanità: «Si lavorerà per ridurre le liste d'attesa dice Schifani e se dovessi verificare che un esame medico costa meno dal privato convenzionato, dovremo intervenire».

Prioritaria sarà la costituzione di una commissione di vigilanza formata da ex magistrati ed ex appartenenti alle forze dell'ordine per vigilare che la mafia non allunghi le mani sui fondi del Pnrr. «Fungerà sia come deterrente dice che come organo di controllo». Per il centrodestra è sì tempo di progettare gli interventi, ma è anche tempo per gioire dei risultati. L'analisi è più che positiva, avendo letteralmente sbancato, stracciando il centrosinistra, che ha molto su cui riflettere. «Per Schifani è uno straordinario consenso tributato dagli elettori commenta Giorgio Mulè, deputato di FI e sottosegretario alla Difesa -. Nella sua affermazione c'è la storia personale di un uomo delle istituzioni e quella di un partito, Forza Italia, che i cittadini dell'isola hanno voluto premiare come prima forza politica. Si tratta di un traguardo straordinario frutto della lungimiranza di Silvio Berlusconi accompagnata dalla tenacia, dalla passione di chi rappresenta FI in Sicilia: Gianfranco Micciche».

È proprio quest'ultimo, presidente uscente dell'Ars e coordinatore di FI, a palesare la sua emozione per essere stato eletto sia a Sala d'Ercole che al Senato, per cui dovrà decidere cosa fare. «Siamo il primo partito del centrodestra in Sicilia, siamo primi in quasi tutte le province, tranne a Ragusa, dove non abbiamo presentato lista. Dove siamo arrivati secondi c'è una differenza di un solo punto».

Grande soddisfazione anche per il leader della Lega, Matteo Salvini, presentatosi in Sicilia con «Prima l'Italia», presente per la prima volta nella storia del partito in tutte le province siciliane. Salvini ha telefonato a Schifani per complimentarsi.

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