Xi-Putin: un’alleanza di facciata

Ma siamo sicuri che la Cina sostenga la Russia nella sua "operazione militare speciale"?

Xi-Putin: un’alleanza di facciata

Ma siamo sicuri che la Cina sostenga la Russia nella sua «operazione militare speciale»? Siamo pronti a scommettere di no sulla base di due dati. Il primo: la Cina campa se l'America compra, perché se per disgrazia (come una guerra) l'America non comprasse i suoi prodotti, la Cina muore non esistendo un mercato altrettanto ricco e sicuro come quello americano. Si sentono tuttavia tamburi di guerra per la paventata invasione di Taiwan che è un ormai antico un rito patriottico unificante fin dagli anni Sessanta, quando ogni mercoledì alle 13.30 Pechino avvertiva i pescatori di allontanarsi dalle scogliere di Quemoi e Matsu che dovevano essere cannoneggiate per una questione di puntiglio: riaffermare la proprietà cinese di Taiwan. Ora accade che la più stimata «testa d'uovo» cinese, il professor Wang Yiwei (vicepresidente dell'Accademia del presidente Xi Jinping) ha scritto che Xi è andato su tutte le furie quando è iniziata l'invasione russa dell'Ucraina perché Putin gli aveva nascosto tutto, quando il 4 febbraio andò a Pechino, in modo da far credere a tutto il mondo che Xi Jinping lo avesse autorizzato.

Questa affermazione ricolloca di fatto Pechino con Washington malgrado le frasi di generica solidarietà con Mosca perché Xi Jinping, sbollita l'ira, ha deciso di non denunciare il bluff di Putin ma di garantire agli americani di non aver mai donato a Putin un solo yen, una sola arma o un soldato. Questa raffinata manovra comunicativa raffredda parecchio la temperatura del Mare del Sud della Cina.

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