Sbarco a Odessa respinto. Kharkiv, colpito di nuovo centro di ricerca nucleare

Calma a Kiev: negozi aperti, gente in strada. Razzi su Leopoli. "E Chernihiv è distrutta"

Sbarco a Odessa respinto. Kharkiv, colpito di nuovo centro di ricerca nucleare

Il colonnello Vladislav Nazarov a Odessa ci è nato 47 anni fa, ed è pronto a difenderla a costo della vita. Ogni giorno, con una puntualità da orologio svizzero, aggiorna i cronisti su quanto sta accadendo sulle coste del Mar Nero, dove i russi minacciano lo sbarco per prendere possesso del porto più strategico dell'Ucraina. Anche ieri l'esercito di Mosca ha tentato di sfondare i sistemi di difesa, ma l'operazione è fallita. Nel video, Nazarov mostra come la situazione sulla spiaggia di Odessa sia tranquilla e, tra metri di filo spinato e cavalli di frisia, racconta che i suoi uomini hanno intercettato, costringendo alla fuga, un motoscafo militare, sabotatori russi e membri dell'intelligence che avevano provato un approccio lungo le coste. A volte Nazarov si concede istanti di vita personale, salutando sua moglie Oksana, che è rimasta a Odessa nonostante tutto. «Anche perché qui i russi non entreranno mai», afferma convinto.

Mosca tuttavia può disporre di una dozzina di navi militari. In alcune giornate i cittadini riescono a vedere i mezzi russi, in altre invece la flotta torna al largo. Un tira e molla che sta diventando logorante. I principali sforzi di difesa si concentrano quindi sulla prevenzione delle avanzate via terra nelle direzioni di Kryvyi Rih, Zaporizhzhia, Mykolaiv e Kherson fondamentali baluardi per la salvezza di Odessa. Proprio a Kherson gli occupanti avrebbero rapito donne e torturato alcuni residenti.

Nella 31esima giornata di conflitto, i russi hanno attaccato Leopoli, città simbolo della fuga dall'inferno. Tre missili hanno colpito un impianto industriale e un deposito di carburante, e in serata altri tre hanno raggiunto la periferia della città. L'onda d'urto ha danneggiato scuole e asili. Al momento il bilancio è di cinque feriti. A Kharkiv il martellamento di aerei e missili è pressoché costante. Ieri notte la città orientale è stata colpita da 24 blitz. In giornata ci sono stati nuovi bombardamenti e uno degli ordigni ha danneggiato il memoriale dell'Olocausto eretto a Drobitsky Yar. Laconico il commento del capo dell'amministrazione militare Oleg Sinegubov: «I nazisti sono tornati esattamente 80 anni dopo». L'impianto nucleare Neutron Source è stato nuovamente colpito. La notizia ha ricevuto una conferma in un tweet del parlamento ucraino che ha citato l'Ispettorato per l'energia nucleare: «È al momento impossibile valutare la gravità del danno, in quanto le ostilità continuano nella zona dell'installazione». Nei pressi di Kharkiv, a Izyum, è stato danneggiato l'ospedale. Dall'inizio del conflitto, spiega l'Oms, ci sono stati finora più di 70 attacchi contro ospedali, ambulanze e medici. E nella devastata Mariupol i russi hanno deportato quasi tutti i 700 civili che da giorni erano tenuti in ostaggio nel nosocomio cittadino.

Un'altra zona infernale è Chernikiv, vicino al confine con la Bielorussia, dove oltre metà degli abitanti (150mila) è riuscita a fuggire. Oltre 200 civili sono stati uccisi finora. Da giorni isolata per la distruzione di un ponte stradale sul fiume Desna, cruciale per i collegamenti con Kiev, Chernikiv è stata quasi rasa al suolo. «È più facile contare le case intere che quelle distrutte», spiega il sindaco Vladyslav Atroshenko. In città manca l'elettricità e scarseggia l'acqua corrente. Nella capitale, dove è stato annullato il coprifuoco, si vive una situazione di calma apparente con la gente che è tornata in strada e i negozi aperti.

Nel Donetsk i bombardamenti sono proseguiti.

Colpi di mortaio hanno colpito Marinka, provocando un morto. Nella zona industriale di Avdiivka, i russi hanno utilizzato munizioni al fosforo, concentrandosi nell'accerchiamento di Popasna, Rubizhne e Severodonetsk, mentre è caduta Slavutych, «gemella» di Chernobyl.

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