"I comunisti hanno preso soldi dalla Russia". Ora Salvini minaccia querele

Il pensiero di Matteo Salvini si discosta da quello di Giorgia Meloni, che tiene la barra sull'impostazione di Mario Draghi e dice no allo scostamento

"I comunisti hanno preso soldi dalla Russia". Ora Salvini minaccia querele

Sfilata di politici a Cartabianca, dove da Bianca Berlinguer si sono presentati, uno dietro l'altro, Enrico Letta, Matteo Salvini e Giuseppe Conte. Matteo Salvini ha esordito replicando a Enrico Letta sulle accuse mosse dal segretario del Partito democratico e ha rilanciato: "Gli unici che hanno preso soldi in passato dalla Russia sono i comunisti e qualche quotidiano come Repubblica. Io non ho mai chiesto né preso soldi. Dicano nomi e cognomi. Ha pagato il Pd? Se la Russia ha pagato il Pd è giusto che si sappia".

Il segretario della Lega ha rimarcato: "L'unico Paese straniero che nella mia attività politica mi offri un viaggio pagato e spesato all'estero furono gli Stati Uniti. Io non ci andai. Altri ci andarono, liberi di farlo". Durante la giornata, è arrivata anche una nota della Lega: "Ennesime insinuazioni, zeppe di dubbi e condizionali, contro la Lega e Matteo Salvini che si difenderanno in ogni sede opportuna contro le parole di Julia Friedlander e il quotidiano che le ha pubblicate". Quindi, nella nota si aggiunge: "A differenza del gruppo editoriale che per anni ha diffuso in allegato 'Russia Oggi', la Lega non ha ricevuto finanziamenti da Mosca".

Matteo Salvini è ritornato anche sul tema dello scostamento di bilancio, della necessità di mettere 30 miliardi per supportare le famiglie e le imprese in questo momento così particolare: "La Lega chiede di mettere 30 miliardi a debito, che è debito buono perché salva posti di lavoro". Una mossa che non è condivisa "dall'amica Giorgia", che si trova in linea con la decisione di Mario Draghi non procedere in questo senso. "Gli altri governi europei sono intervenuti, anche il nostro dovrebbe farlo per aiutare famiglie e lavoratori. Questa è un'altra forma di Covid, non riempie gli ospedali ma svuota le fabbriche. È un errore parlarne più avanti", ha dichiarato il segretario della Lega, sottolineando come ci siano importanti differenze in questo senso con Giorgia Meloni, sebbene i due alleati, come più volte sottolineato, vadano d'accordo su quasi tutti i punti condivisi del programma di centrodestra. "Meloni sbaglia, l'emergenza di questo momento non è il presidenzialismo, ma le bollette", ha rimarcato il segretario della Lega.

Salvini, quindi, ha aggiunto: "La riforma pensioni è da fare tra sei mesi ed è già calibrata, poi ci sono la riforma della giustizia, il presidenzialismo, l'autonomia, tutte cose che faremo una volta al Governo. Ma il problema di domani mattina non è il fascismo o la Russia, ma che è arrivata una bolletta che non puoi pagare".

Ed è un provvedimento che deve prendere il governo in carica, senza aspettare quello nuovo: "C'è un governo in carica, ha trovato 13 miliardi per aiutare alcune famiglie, non sono sufficienti. Il governo italiano in carica deve intervenire, sbagliano sia Letta che Meloni: l'amica Giorgia dice che non è il momento di aiutare milioni di italiani? Allora è un errore".

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