Slitta l'offerta per Alitalia. Fs in campo, ma Atlantia no

Per il cda delle Ferrovie "noi ci siamo, ma mancano le condizioni. Aspettiamo le valutazioni dei commissari"

Slitta l'offerta per Alitalia. Fs in campo, ma Atlantia no

Le Ferrovie ci sono. Il loro ruolo di «capo consorzio» è l'unico punto fermo nell'operazione di salvataggio di Alitalia. L'ad Gianfranco Battisti è pronto a fare la sua parte e ieri sarebbe stato anche pronto a chiudere il consorzio. Ma il ripensamento di Atlantia di martedì ha complicato tutto. La holding dei Benetton ha comunicato di non riscontrare condizioni industriali, quando invece i colloqui con Delta sono già molto avanzati proprio sul piano industriale. E, per di più, è anche arrivata l'alternativa Lufthansa. Così, ieri, il cda di Fs non ha potuto concludere. Ma almeno ha lasciato la porta aperta. Le Ferrovie hanno emesso un comunicato dove confermano «l'impegno e la disponibilità dell'azienda a proseguire le negoziazioni per il costituendo consorzio, per cui a oggi non sono ancora maturate le condizioni necessarie». Per questo Fs «attende le valutazioni dei commissari straordinari in merito alle iniziative da intraprendere».

Infatti le Ferrovie hanno esaminato «le posizioni espresse dai potenziali partner industriali in merito all'eventuale offerta relativa all'operazione Alitalia, in vista del termine del 21 novembre assegnato dai Commissari straordinari», e hanno preso atto delle «comunicazioni inviate di recente da Delta, che a seguito del lavoro congiunto condotto negli scorsi mesi ha confermato la disponibilità a partecipare all'equity della nuova compagnia», nonché della lettera «trasmessa da Lufthansa, con cui si sono tenuti incontri nelle ultime settimane». In particolare, sulla compagnia tedesca, la società guidata da Battisti sottolinea che, «pur prendendo atto degli elementi positivi, si nota che Lufthansa ha prospettato la disponibilità ad un accordo commerciale, ma non a un ingresso immediato nell'equity della nuova Alitalia». Ma, soprattutto, è mancato l'impegno di Atlantia. Il cda delle Ferrovie ha notato che la holding dei Benetton, da cui dipendono anche le Autostrade, «con il comunicato stampa emesso martedì ha reso noto che allo stato non si sono ancora realizzate le condizioni necessarie per l'adesione al progetto, ferma la disponibilità a proseguire il confronto per l'individuazione del partner industriale».

La ricostruzione delle Fs ci consegna dunque un quadro molto chiaro: a fronte dell'impegno di Fs, esiste sia un partner industriale - Delta - con cui Battisti è andato già molto avanti tanto sull'equity, quanto sul progetto; sia un'alternativa - Lufthansa - ancorché limitata ad accordi commerciali. Mentre per quanto riguarda Atlantia, la particolare situazione del gruppo che rischia di perdere le concessioni autostradali in seguito al crollo del ponte Morandi, rende tutta l'operazione incerta. Da cui discende la strada scelta da Battisti: quella di attendere il lavoro dei commissari.

Il governo da parte sua continua a mostrare ottimismo. Anche se lo stesso ministro dei Trasporti Patuanelli ha ieri detto che «è abbastanza evidente che domani (oggi, ndr) non arriveranno offerte vincolanti» per Alitalia.

«I due comunicati di Atlantia e Fs non sono concludenti né decisivi. Bisogna aspettare quello che il gruppo Fs scriverà ai Commissari e poi quello che scriveranno i Commissari al ministero. Poi vedremo quali sono le condizioni e i prossimi passi da fare».

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