Statali, contratti e aumenti: come cambia la busta paga

In videoconferenza con l'Aran, le Confederazioni del pubblico impiego e le rispettive categorie, il ministro Brunetta illustra il suo piano

Statali, contratti e aumenti: come cambia la busta paga

In videocollegamento con l'Aran, le Confederazioni del pubblico impiego e le rispettive categorie, Renato Brunetta spiega come il governo ha intenzione di muoversi per quanto riguarda i dipendenti della pubblica amministrazione, contratti compresi.

Il piano era già stato anticipato dal ministro due giorni fa, quando aveva parlato della necessità di migliorare il settore pubblico anticipando l'incontro di oggi. Un sistema contrattuale che seguirà le orme del settore privato, con riduzione del carico fiscale e formazioni ad hoc per lo smart working e la creazione di nuove professionalità. "Questo patto inaugura una nuova stagione di relazioni sindacali e il negoziato che si apre per il rinnovo contrattuale avverrà in questo contesto", aveva dichiarato il ministro. Quindi investimenti su piattaforme efficienti destinate ai contribuenti e rinnovi contrattuali con premi di produttività.

"La stagione dei rinnovi contrattuali che apriamo oggi è un riconoscimento dovuto ai lavoratori pubblici", spiega Brunetta nella videoconferenza odierna. "Come metalmeccanici, lavoratori delle telecomunicazioni, dell'alimentare, della gomma e della sanità privata hanno visto rinnovati i propri contratti collettivi, così ne hanno pieno diritto i medici, gli insegnanti, le forze dell'ordine e tutti i dipendenti pubblici che hanno servito lo Stato in questo anno drammatico per il Paese. Sono loro, siete voi", prosegue Brunetta,"il volto della Repubblica, come ha ricordato il presidente Mattarella. Da loro, da voi, bisogna ripartire per cogliere la sfida della ricostruzione e le opportunità del Recovery Plan".

Il ministro parla anche di cifre, ed illustra al suo uditorio i numeri che comprovano l'intenzione di investire nel settore:"Con la legge di bilancio del 2021", precisa Brunetta, "lo stanziamento complessivo a regime su tutta la PA ha raggiunto la cifra complessiva di 6,8 miliardi di Euro (nel precedente triennio 2016-2018 le risorse complessive per tutta la PA sono state pari a circa 5,4 miliardi di Euro), corrispondente a incrementi del 4,07% e ad incrementi complessivi medi mensili a regime di 107 euro per le amministrazioni statali".

Novità quindi nei contratti dei dipendenti pubblici, più vicini, come accennato, a quelli privati. In primis attraverso la detassazione del salario accessorio: verranno così ridotte le imposte dovute sulle componenti variabili del contratto, come ad esempio gli straordinari.

Diritto e dovere di formazione professionale sono un'altra voce importante, e l'esecutivo destinerà delle risorse maggiori per configurare professionalità di livello più elevato e specialistico, che saranno poi premiate con dei compensi più congrui

Oltre alle componenti variabili vi è ovviamente la parte fissda dello stipendio, cioè il "tabellare": pronto ad entrare a regime l'elemento perequativo, introdotto dall'ultimo rinnovo (quello del 2016-2018) per consentire il mantenimento del cosiddetto bonus Renzi. Al netto degli aumenti contrattuali previsti, questo diventerà concretamente strutturale.

Col denaro messo a disposizione (3.775 miliardi di euro) si potrà inoltre concretizzare l'aumento dello stipendio medio e lordo: 107 euro mensili a dipendenti pubblici e statali, 334 euro ai dirigenti pubblici.

Un incremento previsto solo per l'anno solare in corso. Per gli anni precedenti del triennio (2019 e 2020), contraddistinti da risorse più esigue, è prevista solo l'erogazione di una cifra una tantum che sarà riconosciuta solo dopo l'ufficializzazione del rinnovo stesso.

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