Quella svolta governista di Grillo che fa smottare il M5S

Il comico genovese si scopre moderato: i 5 Stelle cambiano continuamente pelle per restare al potere. Ma il gruppo è in frantumi. Pronto un ruolo di spessore per Conte?

Quella svolta governista di Grillo che fa smottare il M5S

Sono 40 i pentastellati espulsi dopo essersi rifiutati di votare la fiducia al governo guidato da Mario Draghi. Una mole di cartellini rossi non indifferenti per il Movimento 5 Stelle, i cui gruppi alla Camera e al Senato adesso risultano essere più sfaldati di quanto si potesse immaginare. Una situazione escandescente che si è venuta a creare nonostante gli iscritti su Rousseau abbiano dato il via libera al sostegno all'esecutivo dell'ex numero uno della Bce. Anche Beppe Grillo aveva fatto l'assist, sponsorizzando il super Ministero della Transizione ecologica ora in mano a Roberto Cingolani. Ma la formulazione del quesito ha provocato più di qualche reazione nel mondo giallo.

La base si è fatta sentire e diversi eletti avevano avanzato la proposta di una nuova consultazione online con una domanda "onesta, sincera, veritiera e reale". Una richiesta nata poiché il quesito originale è stato considerato "ingannevole e manipolatorio". L'istanza non è stata accolta e allora i dissensi sono stati una semplice conseguenza naturale. Così il M5S si trova ulteriormente indebolito e infuriato per non essere riuscito a portare a casa Ministeri di peso. Alla base della spaccatura c'è però un'altra questione: la svolta del comico genovese.

La svolta di Grillo

Una forza green e governista: questo sono diventati i 5 Stelle, che adesso cambiano continuamente pelle pur di restare al potere. Il garante è stato chiarissimo: "Dobbiamo necessariamente effettuare un salto quantico, passare da un regime di equilibrio (che realmente non lo è più) a un altro e l'unità, il patto verde, è l'unica strada". Nel frattempo i contatti con Giuseppe Conte si sarebbero intensificati. Per l'ex presidente del Consiglio c'è chi parla di un ruolo di spessore: addirittura nei prossimi giorni - scrive Marco Antonellis su Italia Oggi - potrebbe diventare nuovo capo politico del Movimento, magari in veste di coordinatore del nuovo direttorio a 5.

Lo scontro con Casaleggio

Intanto, riporta La Repubblica, rimane l'ombra della resa dei conti tra Grillo e Davide Casaleggio. In molti hanno letto come una vera e propria provocazione le ultime prese di posizione del figlio del fondatore M5S, che aveva proposto di valutare l'astensione per scongiurare una scissione. Senza dimenticare che il presidente della piattaforma Rousseau è considerato molto vicino ad Alessandro Di Battista, recentemente accusato di comportarsi "come Matteo Renzi con Italia Viva". "Onestamente non ci fate una bella figura. Sono uscito dal Movimento, vivo la mia vita, non mi occupo di correnti, scissioni, nuove forze politiche.

Ho solo idee diverse dalle vostre. Rispettatele senza comportarvi da infantili avvelenatori dei pozzi. State al governo? Occupatevi della classe media e della piccola e media impresa. Non di me", è stata la risposta stizzita dell'ex grillino.

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