YouTube chiude ai russi i canali tv in tedesco. Mosca: "Atto di guerra"

Motivo: "Diffondono false notizie sul Covid". La risposta: "Vi bandiremo dal nostro Paese"

YouTube chiude ai russi i canali tv in tedesco. Mosca: "Atto di guerra"

Mosca ha accusato il governo di Berlino di essere coinvolto nella decisione di YouTube di cancellare i due canali in lingua tedesca dell'emittente finanziata dallo Stato russo RT (già Russia Today), nota per essere la voce internazionale della propaganda del Cremlino. Il governo russo parla di «guerra mediatica» e minaccia di procedere in tempi brevi a misure di rappresaglia che riguarderebbero i principali media tedeschi, inclusi il canale internazionale Deutsche Welle e i due canali della tv pubblica Ard e Zdf. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peshkov, ha usato un linguaggio molto aggressivo e piuttosto sfacciato, considerando il trattamento che il governo infligge alla gran parte dei media russi non allineati parlando di «tolleranza zero verso la censura» per minacciare la stessa YouTube di rappresaglie che potrebbero giungere fino al bando dalla Russia se la chiusura dei canali in tedesco di RT non verrà prontamente revocata.

La piattaforma di proprietà di Google (quindi americana) aveva annunciato martedì scorso lo stop, motivandolo con la ripetuta infrazione da parte di RT della sua politica in tema di disinformazione sul Covid-19. Questo significa che YouTube non consente come invece i due canali tedeschi di RT avevano fatto di diffondere video che propalano notizie false sui vaccini (contro il coronavirus e non solo), che sostanzialmente ricalcano e riprendono la propaganda no-vax: e dunque che i vaccini non riducano la trasmissione della malattia o la possibilità di ammalarsi, o che causino autismo, infertilità e perfino il cancro, fino a sostenere assurdità come quella che contengano meccanismi per tracciare i movimenti delle persone. YouTube ha precisato di aver inviato un avvertimento a RT prima di bloccarla, ma che non solo non c'è stata una risposta collaborativa, bensì si è assistito al tentativo di aggirare le restrizioni d'uso cercando di caricare questi video su un altro canale YouTube.

Il governo tedesco, chiamato in causa dalle autorità russe, ha precisato di non essere in alcun modo coinvolto nelle decisioni della piattaforma di proprietà americana. Chi afferma il contrario, ha detto il portavoce della Cancelliera Angela Merkel, Steffen Seibert, «dimostra di non avere un buon rapporto con la libertà d'informazione e si colloca da solo in una teoria cospirazionista». Secondo Berlino, dunque, non avrebbe alcun senso che Mosca attui azioni di rappresaglia contro i media tedeschi. In effetti, sembra più probabile che il leader russo Vladimir Putin stia cercando di sfruttare la situazione come pretesto per limitare ulteriormente il libero accesso dei suoi concittadini alle informazioni. Le recenti elezioni politiche in Russia sono infatti state terreno di scontro tra il Cremlino e i colossi tecnologici stranieri, attraverso i quali passano (ma in molti casi sarebbe più corretto dire: passavano) le comunicazioni dell'opposizione russa che Aleksei Navalny tenta di coordinare anche dal carcere in cui è stato rinchiuso.

Proprio YouTube era stata oggetto di forti critiche da parte di Navalny ma anche al di fuori della Russia per avere rimosso dalla piattaforma i video prodotti dall'oppositore numero uno di Putin che davano dettagliate indicazioni agli

elettori su quali liste votare per limitare il numero degli eletti del partito governativo Russia Unita. La Ceo di Youtube, Susan Wojciski, si era giustificata dicendo di aver dovuto obbedire a «un ordine del governo russo».

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