Zingaretti interviene sulle diatribe: "No a maggioranza diversa"

Il segretario del Pd è intervenuto sulle tematiche più calde, quelle che al momento stanno creando più di qualche scricchiolio nel governo: "Difficile che dentro questo Parlamento si possa riproporre una maggioranza diversa"

Zingaretti interviene sulle diatribe: "No a maggioranza diversa"

Con Italia Viva in possesso al momento di dati non incoraggianti per quanto riguarda le eventuali intenzioni di voto ed i CinqueStelle in calo di consensi ma fortemente intenzionati a non abbandonare le posizioni difese con fatica dopo il passaggio da governo gialloverde a governo giallorosso, il Pd torna a fare la voce grossa nella compagine di maggioranza, con un Nicola Zingaretti infastidito a causa delle più recenti diatribe.

Le minacce di dimissioni da parte di Teresa Bellanova, disposta a qualsiasi cosa pur di far approvare la sanatoria in grado di regolarizzare le migliaia di migranti irregolari impiegati annualmente nei campi, fa infatti seguito alla presa di posizione di Vito Crimi, ora al vertice dei pentastellati. "Continueremo a fare tutto quello che serve a fare emersione di lavoro nero, italiani o stranieri. Ma se c'è una sanatoria modello Maroni, Bossi, Fini e altri noi non ci stiamo. Le ipotesi in campo sulla concessione di permessi di soggiorno temporanei a immigrati irregolari non aiuta l'emersione di lavoro nero perché consentiamo a queste persone di continuare a svolgere lavoro nero e di essere oggetto di sfruttamento", aveva lamentato l'attuale leader dei CinqueStelle. Da qui le frizioni col ministro dell'agricoltura, che ha minacciato addirittura di dimettersi. "Penso e spero che si trovi una soluzione, perchè l'impianto proposto dal ministro Bellanova è corretto. È una esigenza nazionale, del lavoro, produttiva, di umanità e di sicurezza sanitaria di chi circola nel nostro Paese. Penso che ci sia un eccesso di rigidità dovuto più a una visibilità politica che non alla concretezza delle misure che dobbiamo prendere", sostiene invece Zingaretti.

Altro tema caldo, quello della scarcerazione di boss mafiosi ed affiliati di un certo livello di pericolosità, mandati ai domiciliari per i rischi di contagio da Coronavirus, motivati da pregressi problemi di tipo sanitario. Tutte questioni che hanno agitato la maggioranza di governo, e sulle quali Zingaretti è intervenuto in un'intervista rilasciata a Sky Tg 24.

"Io dico alla politica: guardate che la priorità è capire come le mafie si combattono nelle carceri, e come in un momento di crisi economica si contrasta l'elemento mafioso nell'economia legale", esordisce il segretario del Pd. "Questa è la vera priorità e su questo noi dovremo insieme trovare delle soluzioni per permettere che in un momento di crisi economica non diventi ancora più forte l'economia mafiosa. E questo tema non c'entra nulla con il chiacchiericcio che sta investendo il sistema politico in queste ore", mette le mani avanti Zingaretti, chiedendo la collaborazione sia del governo che dell'opposizione. "Troviamo su questo, cioè mafia nelle carceri, contrasto ai poteri criminali, lotta per l'economia legale, quali sono i provvedimenti d'urgenza cha in un momento di crisi economica e in un momento di grande investimento pubblico è necessario avere affinchè le risorse finanziarie arrivino a chi ha bisogno e non ai mafiosi", aggiunge ancora.

Questa è la missione del governo, secondo Zingaretti, che vanta una ricerca di dialogo con le opposizioni.

Se tutto ciò non dovesse funzionare neppure così, non ci sono soluzioni differenti dal voto. "Io francamente vedo difficile che dentro questo Parlamento si possa riproporre una maggioranza diversa. Confermo quello che abbiamo sempre detto", conclude.

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