Renzi "gela" la sinistra: spero che il Cavaliere dimostri la sua innocenza

Il sindaco di Firenze insieme a Veltroni e Chiamparino rilancia l'idea delle primarie obbligatorie. Poi stronca Bersani: "Le firme? Non servono a nulla". E sui processi del premier...

Renzi "gela" la sinistra:  
spero che il Cavaliere  
dimostri la sua innocenza

A smuovere la acque del Pd - già agitate dopo il flop mediatico per le firme (compresa quella di Topolino) anti Berlusconi  e le primarie abortite a Napoli - ci pensa Veltroni. L'ex leader democratico chiama a raccolta due sindaci, Chiamparino e Renzi, e insieme a loro lancia un progetto che si fonda su tre gambe: primarie per legge, preparare l'alternativa di governo per il 2013, creare un vivaio di giovani per il ricambio generazionale. Un programma ambizioso che fa venire in mente soprattutto una cosa: l'idea della spallata per mandare a casa il Cavaliere ormai è tramontata, così come quella dell'ammucchiata con il Terzo polo. Bersani ha detto che bisogna restare in contatto con l'asse Casini-Fini-Rutelli, senza perdere di vista la sinistra. Ma l’area Modem, che fa capo a Veltroni, non è convinta di questa strategia. E nemmeno due sindaci di un certo peso per la sinistra (Chiamparino e Renzi), che la bocciano senza mezzi termini.

Primarie obbligatorie Veltroni tenta di scalzare la leadership - peraltro non particolarmente forte - di Bersani, tessendo giorno dopo giorno la sua tela. Secondo molti pensa già di porsi come "baluardo" alternativo a Vendola, per il centrosinistra, come prossimo candidato premier. Ma è un delicato gioco a incastri nel quale il passaggio delle primarie diventa decisivo. La prossima settimana Veltroni presenterà una proposta di legge per renderle obbligatorie. E per regolamentarle. Può darsi che il parlamento faccia orecchie da mercante, ma l'obiettivo di Veltroni è tenere il punto, su questo argomento, in seno al Pd. Il primo segretario democratico non lo dice direttamente ma boccia, di fatto, la linea di Bersani: "Per accelerare la fine dell’autunno, si deve preparare la primavera, l’alternativa". Un linguaggio quasi poetico che cerca di rianimare un le polemiche e i processi Berlusconi continua ad avere sondaggi abbastanza buoni. Evidentemente, a parte i meriti del Cavaliere, c'è qualcosa che non va nella sinistra.

Renzi stronca Bersani Il sindaco di Firenze ancora una volta va giù pesante, non risparmiando critiche al suo partito (su Bersani che non vuole mettere il suo nome nel simbolo, "ci riporta indietro di 30 anni"). Ma soprattutto sul Cavaliere: "Io mi auguro - e so che verrò criticato pr questo - che Berlusconi possa dimostrare la sua innocenza, perché in un Paese civile non si augura una condanna a nessuno". 

E lui il possibile leader? "Se si va a elezioni nel 2013 e il centrodestra presenta uno come Angelino Alfano, noi non possiamo riproporre i nostri leader storici" ragionano molti degli uomini vicini a Veltroni. Loro, i sindaci, portano in dote un'esperienza forte sul territorio, che sa di nuovo e piace alla gente. E Renzi è uno dei candidati possibili per il 2013. Anche se lui - forse per scaramanzia, o forse solo per furbizia - nega tutto e si schermisce: "Per Firenze si vota nel 2014". Ma in molti lo vedono come un cavallo di razza da non perdere d'occhio. Lui, astuto rottamatore della prima ora, non dimentica di ingraziarsi Prodi, che ha pubblicamente detto di stimarlo: "E' stato uno serio: è tornato a fare il proprio lavoro" spiega a Matrix il sindaco fiorentino. Poi fa capire di considerarlo comunque una "riserva" da non dimenticare. Forse è una sponsorizzazione in vista della corsa per il Quirinale?

I rottamatori flirtano con Saviano Resta più fredda, nei confronti di renzi, l’area dei "rottamatori", lanciata dal sindaco di Firenze ma dalla quale ormai sta prendendo sempre più le distanze.

I rottamatori intanto hanno invitato Roberto Saviano a Napoli, per la "Prossima fermata" del 2 aprile. La meta non è stata scelta a caso, dopo le polemiche sul caos delle primarie del Pd e le lunghe trattative sulla scelta del candidato seguite al caos sui risultati.

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