Il call center della droga del killer di Sacchi: "Ciao belli dopo il Covid siamo tornati operativi"

Paolo Pirino, assieme ai fratelli Samuel e Manolo Billocci, aveva messo in piedi un vero e proprio call center della droga a San Basilio. La cocaina ordinata con una telefonata o un messaggio e i "pony espress" la consegnavano a domicilio

Il call center della droga del killer di Sacchi: "Ciao belli dopo il Covid siamo tornati operativi"

"Ciao bello\a sono Lele di San Basilio siamo stati fermi per un po’ a causa del Covid19 comunque da domani alle 14 fino alle 2 di notte risaremo attivi con amichetti a 30 e (mani o tmax a 230) disponibili a raggiungerti dove sei siamo tornati al top top chiamami un abbraccio Lele". È questo il messaggio inviato ai clienti dai baby pusher di San Basilio alla fine del lockdown.

In sette avevano messo su un vero e proprio "call center" della droga con consegne a domicilio in tutta Roma rivoluzionando il sistema delle piazze di spaccio. Tra loro c’è anche uno dei due killer di Luca Sacchi, Paolo Pirino, il ventiduenne che si trova in carcere per l’omicidio del giovane all’Appio Latino. Assieme a Samuel Billocci, diciannove anni, e al fratello Manolo, 22, avevano creato una rete definita dal Gip "estremamente efficace, sia nell'ottica di facilitare la domanda che di ridurre i tempi e i passaggi al fine di soddisfarla, ma anche di minimizzare i rischi".

Tutto era gestito attraverso un centralino attivo ogni giorno dalle 14 alle 2 di notte. Gli ordini arrivano via telefono o whatsapp. "Un amico" e "una mano" le parole d’ordine che venivano usate per indicare rispettivamente una dose di cocaina o cinque grammi della stessa sostanza stupefacente. La consegna avveniva grazie a dei "pony express", per la maggior parte ragazzi in difficoltà economiche che si mettevano al servizio del gruppo in cambio di qualche grammo di polvere bianca.

Un business che fruttava in media 15mila euro a settimana. I ragazzi erano in grado di gestire dalle 30 alle 50 consegne giornaliere. Scambi che potevano arrivare fino ad 80 al giorno nel finesettimana. Il trucco per non dare nell’occhio e minimizzare i rischi era quello di portarsi dietro poche dosi alla volta, e poi tornare indietro a rifornirsi per le consegne successive. Secondo il Gip in questo modo i giovani erano riusciti a "ritagliarsi" il proprio spazio in una piazza ad alta "caratura malavitosa" come quella di San Basilio.

Per i fratelli Billocci e Paolo Pirino è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre sono finiti ai domiciliari i quattro corrieri del gruppo: Sara Parisi, 30 anni, S.T., 29, Marco Campanelli, 41enne, e Laura Lodi, 27 anni. Paolo Pirino, inoltre, nel corso delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza, si è reso protagonista anche di un tentativo di investimento di due militari che lo avevano fermato per un controllo. Anziché fermarsi all'alt il ragazzo, accusato del delitto di Luca Sacchi in concorso con Valerio Del Grosso, ha accelerato rischiando di investire gli agenti prima di dileguarsi.

In un’altra periferia romana, Tor Bella Monaca, ieri un pregiudicato tunisino è stato arrestato dai carabinieri in via San Biagio Platani, una delle più note piazze di spaccio del quartiere. L’uomo, 30enne già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, è stato fermato mentre usciva dalla cantina di uno stabile della via. In tasca aveva 600 dosi di cocaina, 11 dosi di hashish e una pistola calibro 9 con relativo caricatore e munizioni.

Il pusher è stato

condotto in caserma dove resterà in attesa del processo. Dovrà spiegare al giudice anche la provenienza dell’arma che aveva con sé, una pistola di quelle in dotazione alle forze dell’ordine, risultata rubata.

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