Tari, conti taroccati dall'Ama per 17 anni

Per 17 anni l'azienda municipalizzata avrebbe taroccato i conti della Tari. Questa la motivazione dell’accusa di danno erariale da parte della Corte dei Conti. Sono 31 le persone indagate

Tari, conti taroccati  dall'Ama per 17 anni

Per 17 anni Ama avrebbe taroccato i conti della Tari. Questa la motivazione dell’accusa di danno erariale da parte della Corte dei Conti secondo quanto riportato dal Corriere: “L'analisi delle movimentazioni dei conti correnti della società, per le annualità in esame ha permesso di riscontrare delle macro inefficienze gravanti sulla gestione aziendale Ama, riguardo all'esclusivo utilizzo di capitale di terzi (banche) nell'ordinaria gestione aziendale”. Gli anni presi in esame sono quelli tra il 2003 e il 2020.

A causa di questi 17 anni di trucchi a livello contabile nella municipalizzata che si occupa a Roma di raccolta, trasporto, trattamento, riciclaggio e smaltimento rifiuti, si sarebbe venuta a creare una stretta dipendenza di Ama dalle banche, che l’hanno aiutata a stare a galla. È scritto nell’informativa che gli esperti del nucleo economico finanziario della Finanza hanno depositato alla Corte dei Conti e che è stata messa a disposizione delle 31 persone indagate per danno erariale riguardante il grande ‘equivoco’ della tariffa dei rifiuti.

A quanto ammonta il danno

Negli anni Ama avrebbe fondato la sua reputazione su un falso contabile, l'iscrizione nei propri bilanci della Tari, la Tassa dei rifiuti, che ha riscosso al posto del Comune e ha trattenuto come compenso del mancato versamento del dovuto da contratto di servizio per la pulizia della Capitale. Questa confusione contabile ha “generato la necessità di dover far fronte alle ordinarie richieste di liquidità attraverso un progressivo e consistente indebitamento a breve termine nei confronti delle banche”. Il magheggio sarebbe proseguito per diverso tempo, causando un danno di 5 milioni e 400mila euro nelle casse della municipalizzata. Proprio per questo i magistrati contabili si sono rivolti ai dirigenti (vecchi e nuovi) affinché risarciscano la cifra. Tra i nuovi manager troviamo Alessandro Solidoro, Antonella Giglio e anche Lorenzo Bagnacani che aveva denunciato varie criticità aziendali; tra i vecchi compaiono Franco Panzironi, Giuseppe Berti, Daniele Fortini. Non manca neppure l’ex sindaco capitolino Gianni Alemanno.

Quelle operazioni da chiarire

La situazione è proseguita per anni senza che nessuno facesse qualcosa per bloccarla. Anzi, da parte di Ama si è assistito a una situazione di completa inoperosità:“La società, pur consapevole delle difficoltà gestionali che comporta la riscossione diretta della Tari ha optato... ad una modalità di gestione della Tari nel concreto analoga al passato trattenendo gli incassi poi regolarizzati dal Comune a distanza di tempo e cumulativamente con le liquidazioni dovute per le fatture emesse”.

Tra le operazioni particolari che sono state fatte in passato troviamo l'aumento del capitale della controllata estera Ama Arab environment company “costituita per la gestione del servizio di igiene urbana della città del Cairo”. Per quella operazione venne richiesto un finanziamento con la banca Opi spa di due milioni e mezzo“quale prefinanziamento di un'operazione di mutuo importo fino a 12 milioni di euro”.

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