"Con Salvini 13 miliardi e 43 opere in Lombardia"

Saranno 180 i delegati lombardi con diritto di voto. Cecchetti: "Deve essere lui il segretario federale"

"Con Salvini 13 miliardi e 43 opere in Lombardia"
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La Lega si prepara a dare un nuovo mandato al segretario Matteo Salvini per insistere soprattutto contro il riarmo dell'Europa. Il Congresso federale, in programma oggi e domani a Firenze, sarà anche l'occasione per rilanciare alcune battaglie identitarie, su tutte quella per l'autonomia e per parlare di economia e di lavoro con ospiti come il presidente di Confindustria Emanuele Orsini e il segretario generale dell'Ugl Francesco Paolo Capone.

E con la Lombardia che si prepara a fare la parte del leone con i suoi circa 180 votanti tra delegati e aventi diritto a esprimersi sulle importanti variazioni dello Statuto. «Un momento molto atteso dalla base e dai militanti - commenta il deputato Fabrizio Cecchetti -, ma anche di ricarica. I congressi hanno sempre dato alla Lega quello sprint in più». Salvini «merita di essere il segretario federale: ci ha portato al governo e ad avere cinque ministri lombardi, sbloccando 43 opere pubbliche e 13 miliardi in regione». Sul «no alle armi» non transige l'europarlamentare Isabella Tovaglieri: «Fare debito comune costringerà a dei tagli a discapito di famiglie e imprese - sottolinea battagliera -, levando loro molte risorse soltanto per produrre dei carri armati che sicuramente non sono eco sostenibili». Dopo periodi più turbolenti, oggi il clima nel Carroccio è migliorato e i leghisti sono convinti di poter tornare a crescere in termini di consenso tenendo la barra dritta in politica estera. Anche se a preoccupare adesso sono i dazi di Donald Trump: «Ma l'Europa non reagisca mettendo altri dazi, queste vendette portano a poco - osserva Tovaglieri -. Magari si potrebbe iniziare, eliminando i dazi che la stessa Unione europea già impone». E comunque «vale la pena tessere relazioni con Trump se porta la pace e fa scendere il prezzo dell'energia. Le nostre imprese oggi sono in difficoltà non per i dazi, ma perché non riescono a pagare le bollette» spiega l'eurodeputata, convinta che anche la lotta all'immigrazione clandestina debba restare una priorità per il Carroccio.

A tal proposito un'altra europarlamentare, Silvia Sardone, proporrà una mozione «per ribadire l'importanza di opporsi all'islamizzazione crescente in Italia e in Europa», una battaglia «anche contro chi, a sinistra, è disposto a censurare i nostri simboli e a calpestare anche i diritti delle donne, pur di avvicinare il voto musulmano».

Si concentrerà, invece, sui giovani la mozione del deputato Luca Toccalini: «Non devono essere focalizzati solo sui social: in troppi vanno all'estero e questo ci costa miliardi di Pil. La politica ha il compito di garantire loro un futuro dignitoso». Per Toccalini, il fatto che Salvini sia l'unico candidato «dimostra che non ci sono dissidi interni: Matteo è la Lega» e anche la presenza di numerosi ospiti esteri «è la prova della crescita del nostro movimento a livello internazionale». Secondo il deputato Igor Iezzi sarà un modo anche «per confermare la visione di Salvini di una Lega nazionale, ma vicina ai territori». Iezzi presenterà una mozione che tiene insieme una linea sovranista con una autonomista. Tra i vari punti, oltre al no alle ideologie woke e gender e alla difesa della libertà d'espressione, il testo punta anche a salvaguardare le comunità locali e le identità territoriali, a cominciare dai dialetti. Il capo dipartimento sanità della Lega Emanuele Monti esporrà un documento «con cui chiediamo al governo un'accelerazione sui temi della salute». E comunque «Salvini uscirà dal congresso ancora più forte e con attorno una squadra preparata».

In Lombardia, con la guida del segretario Massimiliano Romeo, «si è rimesso al centro il territorio, un percorso che continuerà anche a livello nazionale» assicura Fabrizio Sala, segretario provinciale della Lega di Bergamo. Sicuramente aiuta la visita di Salvini a Umberto Bossi, molto apprezzata anche dal governatore Attilio Fontana. «Ci aspettiamo - conclude Sala - un forte rilancio sull'autonomia e sul federalismo fiscale».

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