Sanità, a Milano Multimedica investe 30 milioni per rilancio del San Giuseppe

Il rilancio del San Giuseppe di Milano con un investimento in ammodernamento e tecnologie per un totale di 30 milioni di euro. È il piano del Gruppo MultiMedica, che ha acquistato l'ospedale nell'ottobre scorso. Il piano presentato oggi con il sindaco Moratti.

Il rilancio dell'ospedale San Giuseppe di Milano con un investimento di 30 milioni di euro. È il piano del Gruppo MultiMedica, che ha acquistato il nosocomio lo scorso 6 ottobre. «L'investimento di 20 milioni di euro - dice Daniele Schwarz, amministratore delegato MultiMedica - è destinato a importanti interventi strutturali e di ammodernamento», mentre «10 milioni sono destinati alla parte tecnologica».
La presentazione del piano di rilancio, che intende rendere l'ospedale un punto di riferimento tra le eccellenze della sanità lombarda, è avvenuta questa mattina nella sede del San Giuseppe, alla presenza del sindaco di Milano (Letizia Moratti); Walter Locatelli (direttore generale ASL Milano); Ugo Garbarini (preside dell'Ordine dei medici di Milano); Virgilio Ferrario (preside facoltà di Medicina dell'Università degli Studi di Milano). A fare gli onori di casa, Daniele Schwarz. In particolare, sottolinea l'ad MultiMedica, i 20 milioni sono destinati «al potenziamento di reparti d'eccellenza già esistenti e all'introduzione di nuovi reparti, quali una cardiologia interventistica, come risposta alle esigenze dell'area cittadina». L'ospedale sarà dotato di tre nuovi reparti: quello Materno-Infantile, con un'area destinata alla Terapia Intensiva Neonatale e una sala per il parto in acqua; il dipartimento Medico con Cardiologia e l'Unità di Cure Coronariche collegata con il Pronto Soccorso, e il dipartimento di Chirurgia con 111 posti letto e 16 per la Day Surgery.
L'investimento di 10 milioni in tre anni, invece, riguarda la realizzazione di un nuovo sistema informativo con tecnologie per la comunicazione, che garantisce una gestione d'avanguardia dei dati e del percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale. Un sistema che informatizzerà l'intero percorso del paziente, dalla presa in carico alla sua dimissione. Sul fronte dei conti dell'ospedale, Schwarz ha parlato dell'eredità di un bilancio negativo: «Speriamo che i conti migliorino. Il punto di partenza è di profondo rosso, dal quale speriamo di ripartire». Per ora nella struttura lavorano 570 persone, «una cifra adeguata» spiega Schwarz. Il San Giuseppe, inoltre, prosegue e rafforza la collaborazione con la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Milano. Per Ferrario c'è bisogno «non di ospedali universitari, ma di ospedali che lavorino assieme alle università sulla formazione. È la strada del futuro». Nel suo intervento il sindaco Moratti ha voluto «sottolineare due punti di forza del piano di sviluppo del San Giuseppe.

Da una parte la sinergia con altri centri di ricerca e dall'altra l'informatizzazione del trattamento dei dati diagnostici. Un progetto che mette a sistema ricerca, sanità e innovazione per creare un centro ospedaliero all'avanguardia»

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