Un confuso fantasy-noir che non convince: torna la serie tv Carnival Row

Arriva la seconda e ultima stagione della serie fantasy (e noir) di Amazon Prime Video ambientata in un mondo barocco e decadente, in cui c'è una lotta tra umani e esseri fatati

Un confuso fantasy-noir che non convince: torna la serie tv Carnival Row

Nelle serie tv che oggi sono presenti sulle tante piattaforme streaming, c’è una in particolare che è quasi scomparsa dai radar, divorata dal tempo e da un’offerta sempre maggiore di contenuti. Stiamo parlando di Carnival Row. La prima stagione di 8 episodi è arrivata su Amazon Prime Video nel maggio del 2019. Prontamente rinnovata per una seconda stagione, nonostante non abbia mai convinto fino in fondo né il pubblico né la critica, per tre anni non è mai più tornata in onda. Almeno fino ad oggi. Il 17 febbraio, infatti, la serie di Renè Echevarria (produttrice americana che in passato ha lavorato a i 4400) e Travis Beacham, torna su Prime Video con i 10 episodi della seconda e ultima stagione. Dopo i tanti problemi sul set a causa dei continui stop dovuti alle misure restrittive anti-Covid, finalmente il pubblico può conoscere come si concluderanno le vicende ambientate nel regno di The Burgue, dilaniato da una lotta di classe (e sociale) tra umani e esseri fatati.

Una serie, quella di Carnival Row, che ha suscitato grande attenzione proprio perché nel cast figurano due volti noti del cinema e del panorama modaiolo di oggi. Come Orlando Bloom, indimenticato per il ruolo che ha ricoperto nella trilogia de I Pirati dei Caraibi (e non solo), e come Cara Delevigne, modella e influencer che è diventata attrice, celebre per il ruolo di Carnival Row e per quello ricoperto, nel 2022, nella seconda stagione di Only Murders in The Building. Oltre a questo, però, lo show di Amazon Prime Video, è balzato sulla bocca di tutti non solo per essere un fantasy complesso e da un world building di ottima fattura, ma soprattutto perché è una serie capace di miscelare a se diversi generi, diverse storie e diverse epoche storiche, portando in streaming una serie ibrida.

Esseri umani e creature volanti nella città di Londra

Prima di addentrarsi nell’universo di Carnival Row è giusto fare una premessa. La serie ha una radice storica molto forte, con temi di grande interesse che si mescolano in una storia di spessore ma di non facile fruizione. La città di Londra, qui raffigurata come una metropoli crepuscolare e insidiosa, è diventata il regno di Burgue, capitale dell'omonimo regno, e poi dell’impero, fino a quando una rivolta parlamentare ha rovesciato la monarchia e portato alla "democrazia" attuale, in cui si scontrano due partiti: l'opposizione, guidata da Ritter Longerbane (conservatore e contrario ai "fatati"), e la maggioranza, capeggiata da Absalom Breakspear (leader vagamente progressista). In gioco entra anche un altro regno, Il Patto, che con il tempo si è espanso con le colonie arrivando a sfiorare le terre magiche in cui esistono creature fatate. Scoppia così un sanguinoso conflitto che interessa umani e non.

Termina quando The Burgue, gravemente indebolito, ritira le sue truppe dalle terre fatate, ora sotto le mani del Patto, il quale oltre a sfruttare il territorio ne sfrutta anche gli esseri fatati. Molti di loro però fuggono per cercare salvezza proprio a The Burgue, e con l'aiuto di Vignette Stonemoss (Cara Delevingne), gli esseri fatati raggiungono una terra poco promessa ma più accogliente. La situazione, però, è in continuo movimento. La stessa capitale è sconvolta da una scia di delitti che coinvolge proprio gli esseri fatati. Qui entra in campo Philo (Orlando Bloom) che cerca di far luce sulla vicenda.

Due attori di grido per una serie (molto) complessa

Muoversi all’interno della cornice di Carnival Row non è affatto facile proprio perché il pubblico, fin dall’inizio, si trova proiettato in una situazione in continuo movimento, che non spiega subito l’antefatto, ma che unisce i pezzi del puzzle un po' alla volta, a discapito di una storia molto bella ma che risulta poco incisiva. Anche perché, alla politica e ai giochi di potere, si unisce una ferrata indagine poliziesca che regala tante sorprese. Non è una serie bi-dimensionale quella di Carnival Row, in cui c’è solo la storia del poliziotto sulle tracce del killer e della fata che diventa una cameriera per un nobile del regno. C’è molto di più. Temi su temi che si intrecciano l’uno all’altro, senza però mai riuscire a sbrogliare il nodo alla matassa. Ci sono personaggi che restano sullo sfondo, altri che entrano nella vicenda, arricchendo il quadro ma complicando la storia ancora di più. La seconda stagione fin dalle prime battute cerca di ovviare a queste problematiche, promettendo un finale risolutivo e degno.

Un po' fantasy un po' noir

Una serie tv piena di sfumature che non ha raggiunto un pubblico più ampio per diversi motivi. Prima di tutto perché, fin dall’inizio, è stata "venduta" come una serie fantasy ma in realtà, dietro Carnival Row, c’è molto altro. Sì, il tema cardine resta, con il regno degli umani in collisione con quello delle creature magiche, ma fin da subito si intuisce che non è quella la strada che la serie vuole intraprendere. Carnival Row è anche un noir puro e semplice. È un’indagine poliziesca nuda e cruda dove non esiste né il bene né il male. Lo si intuisce dal personaggio di Philo che si muove in un contesto dove tutti hanno qualcosa da nascondere e dove niente è ciò che sembra.

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Un’epopea "neo- vittoriana"

Il contesto storico, inoltre, è un altro fattore che contribuisce a rendere la storia molto accattivante (nonostante i difetti strutturali). Non è calato in una realtà ben definita ma i due creatori hanno descritto Carnival Row come "un’epopea neo-vittoriana". Storicamente il periodo vittoriano è un arco di tempo della storia inglese che comprende il lungo regno della regina Vittoria, cioè dal 20 giugno 1837 fino alla sua morte, avvenuta il 22 gennaio 1901. L’epoca vittoriana fu testimone della resistenza al razionalismo, che invece definì il periodo georgiano, e di un crescente interesse verso il romanticismo, il misticismo, per i valori sociali e le arti. Un periodo florido, con diversi scossoni, ma una fucina di grandi idee. Ottimo per descrivere il contesto del regno di Burgue, vicino al tracollo ma con uno sguardo a un futuro più liberale.

Perché vedere Carnival Row?

Merita una possibilità la serie di Amazon Prime Video.

Piace perché è curata nella scelta dei personaggi e nella loro caratterizzazione, e convince - per l’appunto - per quel ritratto di una Londra barocca e decadente. Gli amanti del fantasy puro troveranno pane per i propri denti.

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