"Inquinano quanto la plastica". Smentita la "moda" green dei bicchieri di carta

I bicchieri "ecologici" vengono rivestiti da un sottile strato di plastica per evitare che il loro contenuto penetri nella carta, ma il contatto con le bevande o gli alimenti può produrre il rilascio di sostanze nocive

"Inquinano quanto la plastica". Smentita la "moda" green dei bicchieri di carta
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Elogio della "nostra" tazzulella 'e café. Il tradizionale espresso italiano, servito rigorosamente in una tazzina di ceramica (o di vetro, per i meno ortodossi), ha ancora molto da insegnare. Soprattutto agli integralisti dell'ideologia green, che hanno imposto a mezzo mondo l'utilizzo dei bicchieri monouso in carta anche per il caffè. "Inquinano meno di quelli in plastica", ci avevano spiegato gli esperti dell'ecologismo al dettaglio, ovvero quello che entra a gamba tesa nella vita delle persone. Ebbene, ora - alla luce di un recente studio scientifico - si è scoperto che i bicchieri di carta possono essere tossici per l'ambiente (e potenzialmente per l'uomo) quanto quelli in plastica. Gli effetti negativi di questi recipienti sono stati ravvisati sia nei percolati, sia nel contatto con gli alimenti da asporto.

I bicchieri "ecologici" vengono infatti rivestiti da un sottile strato di plastica per evitare che il loro contenuto penetri nella carta, ma il contatto con le bevande o gli alimenti può produrre il rilascio di sostanze nocive. "Ci sono sostanze chimiche che fuoriescono da questi materiali", ha spiegato Bethanie Carney Almroth, autrice principale dello studio in questione e professoressa associata di scienze ambientali presso l'Università di Göteborg in Svezia. I bicchieri da caffè sono realizzati con una complessa miscela di materiali sintetici, stabilizzatori termici e altre sostanze che si aggiungono alle componenti di origine vegetale (come l'acido polilattico, un materiale derivato dal mais, dalla manioca o dalla canna da zucchero usato per rivestire i bicchieri di carta). E il mix, per l'appunto, è tutt'altro che green se si considera che spesso questi prodotti non vengono riciclati come previsto e finiscono dispersi nell'ambiente.

Molti infatti credono che i suddetti recipienti siano biodegradabili e, dunque, a impatto ambientale zero. Ma non è così. Migliorare le pratiche di riciclo sarebbe auspicabile per ridurre la diffusione in natura di sostanze chimiche nocive, ma diversi ricercatori ritengono invece che la scelta migliore sia quella di abbandonare del tutto i bicchieri di carta usa e getta. Alla faccia delle credenze e delle "mode" green. Come Jane Muncke, tossicologa ambientale di formazione e ora direttrice del Food Packaging Forum, non sempre i test riescono a identificare la composizione delle sostanze presenti nei bicchieri di plastica o di carta, anche perché - già durante la fabbricazione di prodotti contenenti plastica - tra i materiali utilizzati possono verificarsi reazioni chimiche "impreviste".

"Abbiamo lasciato bicchieri di carta e bicchieri di plastica in sedimenti umidi e acqua per alcune settimane e abbiamo seguito come le sostanze chimiche lisciviate hanno colpito le larve (...) Tutte le tazze hanno influenzato negativamente la crescita delle larve di zanzara", ha inoltre argomentato l'autrice dello studio scientifico, Bethanie Carney Almroth. Le conclusioni della ricerca sono dunque facilmente deducibili: i contenitori di carta non sono necessariamente migliori per quanto riguarda la perdita di sostanze nocive e anche la loro impronta ecologica è discutibile. Secondo alcune stime, un bicchiere riutilizzabile deve essere utilizzato dalle 20 alle 100 volte per compensare le emissioni di gas serra rispetto a un contenitore monouso.

E il problema riguarda in primis Paesi come gli Stati Uniti o il Regno Unito, dove la "cultura del caffè" è ben diversa da quella italiana del bar e la modalità delle bevande d'asporto è molto più diffusa. Gli studiosi, che iniziano a sollevare dubbi sulla reale efficacia di alcune soluzioni apparentemente green, riconoscono le potenzialità di utilizzare materiali consolidati per dare vita a un'economia circolare.

In questo senso, la nostra tradizione della tazzina in ceramica o in vetro (materiali riutilizzabili, ma per davvero e pure nell'immediato) è da considerarsi assai più preferibile e salutare. Certo, il problema si pone comunque quando non si parla di caffè ma di altre bevande magari servite proprio per l'asporto.

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